Truffe

Nel 2021 si è verificato un vero e proprio boom delle truffe online a danno degli utenti. Non solo, secondo i dati presentati dalla Polizia di Stato sono aumentati, in Rete, anche i casi di pedopornografia online e di financial cybercrime.

In particolare, secondo quanto emerso dai dati, i fenomeni di sextortion sono aumentati del 54% rispetto al 2020 e il revenge porn del 78%; gli agenti hanno trattato oltre 500 casi denunciando oltre 1.400 persone. Mentre nel settore del financial cybercrime, nel 2021 si sono registrati 126 attacchi informatici ai sistemi finanziari di grandi e medie imprese, per un ammontare complessivo di oltre 36 milioni di euro sottratti attraverso frodi telematiche, 17 milioni dei quali recuperati dagli investigatori.

Nel 2021 truffe online in aumento del 27%

Per quanto riguarda, invece, i fenomeni di phishingsmishing e vishing, tecniche utilizzate per carpire illecitamente dati personali e bancari, si è rilevato un incremento del 27%, per un totale oltre 18mila casi di furto di credenziali per accesso ai sistemi di home banking, di numeri di carte di credito, di chiavi private di wallet di cryptovalute. 781 le persone indagate.

“A causa della pandemia, abbiamo assistito al passaggio da consumatore on store a consumatore on line – commenta l’avv. Emilio Graziuso, Responsabile Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” – Di pari passo, è aumentato il numero di truffe online, nonché le metodologie attraverso le quali le stesse sono perpetrate. Il consumatore è, infatti, sottoposto a dei veri e propri arrembaggi ai propri dati personali e, di conseguenza, al proprio conto corrente ed alla propria carta di credito”.

Sono dati preoccupanti anche quelli raccolti dalla stessa Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, che – attraverso le segnalazioni, richieste di informazione e di assistenza pervenute all’Associazione – ha rilevato un aumento dei casi del 70%, rispetto all’anno 2020. Se si confronta il dato 2021 con quello del 2019, l’aumento è addirittura pari al 100%.

 

truffe online

 

Il Vademecum “Dalla parte del consumatore”

L’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ha istituito, dunque, al proprio interno uno specifico Dipartimento dedicato alla tutela del consumatore dalle truffe online.

“La nostra Associazione ritiene che la prima forma di tutela del consumatore sia l’informazione – afferma la dott.ssa Irene Zapparata, responsabile del dipartimento. – In tale attività di informazione abbiamo redatto un apposito vademecum, che si prefigge di fornire uno strumento rapido, agile ed efficace per consentire al cittadino di individuare immediatamente una truffa informatica e non rimanere vittima della stessa”.

1.Nessuna Banca o Società (sia essa di gestione di carte di credito, sia essa di spedizione, ecc.) chiede, attraverso email, sms, whatsapp o telefonicamente i dati personali del cliente.
2.l’indirizzo dal quale proviene la mail fraudolenta non è quello ufficiale dell’Istituto di credito o della Società alla quale si vorrebbe attribuire e del quale viene riprodotto, spesso in modo perfetto, il logo.
3.L’oggetto della email è, spesso, generico, scritto in lingua inglese o appare come risposta ad una email precedente.
4.Nella email fraudolenta, non viene, quasi mai inserito il nome e cognome del destinatario, ma sono utilizzati locuzioni standard come “Gentile cliente”, “Egr. signore” e così via.
5.Nel testo della mail sono presenti errori di ortografia e di grammatica. Ad esempio: molte parole sono privi di accenti, di lettere o sono unite con quelle successive; l’italiano, in alcuni passaggi, è poco comprensibile.
6. Anche la formattazione del testo risulta poco precisa.
7. Le mail (phishing), gli sms (smishing) e le telefonate (vishing) fraudolenti, nel proprio contenuto, paventano, qualora non si inseriscano i dati richiesti, un danno economico, il blocco del conto corrente, della carta di credito o di un pacco in attesa di consegna. In altri casi, l’inserimento dei dati è richiesto per riscuotere vincite o beneficiare di offerte irrinunciabili.
8. Le email, gli sms ed i whatsapp fraudolenti contengono l’indicazione di un link di rimando ad un sito che, sebbene spesso identico o molto simile a quello della Banca o della Società per le quali i truffatori si spacciano, non è, invece, quello ufficiale.
9.Spesso le email pervenute dai phisher ricadono tra la posta indesiderata.

10.Per evitare di cadere vittima di una truffa informatica si consiglia di:

  • non aprire e cancellare immediatamente email, sms e whatsapp sospetti;
  • non intrattenersi in conversazioni telefoniche con soggetti/istituti/enti ed in particolare con coloro che richiedano di effettuare operazioni o inserire o fornire i propri dati personali e/o i propri codici di accesso;
  • non fornire mai i propri dati personali, codici di accesso ed informazioni private;
  • qualora si è, effettivamente, clienti della Banca o della Società della quale si è ricevuto telefonate, email, sms o whatsapp sospetti, telefonare o contattare, tramite i canali ufficiali, la detta Banca o Società.

11.Qualora si sia rimasti vittime di truffe on line: bloccare, immediatamente, il proprio conto corrente e la propria carta di credito, comunicare l’accaduto al proprio istituto di credito e sporgere denuncia alla Polizia Postale.


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