Diritto d'autore, Garante Privacy e Creative Commons firmano un accordo

Diritto d'autore, Garante Privacy e Creative Commons firmano un accordo

I gestori delle piattaforme online non sono responsabili della diffusione dei contenuti protetti dal diritto d’autore, salvo che non contribuiscano attivamente a dare al pubblico l’accesso a tali contenuti, in violazione del diritto d’autore, o non svolgano attività di controllo e rimozione.

È quanto ha dichiarato la Corte della Giustizia Europea, interpellata dalla Bundesgerichtshof (Corte federale di giustizia, Germania) in merito a due controversie sulla responsabilità dei gestori di piattaforme online per quanto riguarda opere protette dal diritto d’autore messe in rete, in modo illecito, dagli utenti di tali piattaforme.

“Allo stato attuale del diritto dell’Unione – ha spiegato la Corte – i gestori di piattaforme online non effettuano “una comunicazione al pubblico” dei contenuti protetti dal diritto d’autore che i loro utenti mettono illecitamente in rete, salvo che tali gestori contribuiscano, al di là della semplice messa a disposizione delle piattaforme, a dare al pubblico accesso a tali contenuti, in violazione del diritto d’autore”.

Violazione del diritto d’autore, quando i gestori sono responsabili?

In particolare, i gestori delle piattaforme diventano responsabili della violazione del diritto d’autore, qualora questi “siano concretamente al corrente della messa a disposizione illecita di un contenuto protetto sulla sua piattaforma e si astengano dal rimuoverlo o dal bloccarne immediatamente l’accesso”.

Oppure, ancora, nel caso in cui “si astengano dal mettere in atto le opportune misure tecniche per contrastare violazioni del diritto d’autore”, o quando “partecipino alla selezione di contenuti protetti comunicati illecitamente al pubblico, forniscano sulla propria piattaforma strumenti specificamente destinati alla condivisione illecita di siffatti contenuti o promuovano scientemente condivisioni del genere”.

 

Violazione del diritto d'autore

 

La Corte, infine, precisa le condizioni in base alle quali i titolari dei diritti, in forza della direttiva 2001/29, possono ottenere ingiunzioni giudiziarie nei confronti dei gestori di piattaforme online.

Dichiara, in particolare, che il titolare di un diritto d’autore o di diritti connessi possa ottenere un provvedimento inibitorio nei confronti del gestore, il cui servizio sia stato utilizzato da terzi per violare il suo diritto senza che tale gestore ne sia stato al corrente, soltanto a condizione che, prima dell’avvio del procedimento giudiziario, tale violazione sia stata previamente notificata e il gestore non sia intervenuto immediatamente per rimuovere il contenuto in questione o bloccarne l’accesso, e per garantire che tali violazioni non si ripetessero.

Le controversie

Nello specifico, la Bundesgerichtshof ha chiesto chiarimenti in merito a due controversie: all’origine della prima causa, Frank Peterson, un produttore musicale, cita in giudizio YouTube e la sua rappresentante legale Google in merito alla messa in rete su YouTube, nel 2008, di vari fonogrammi sui quali egli afferma di detenere diversi diritti. Tale messa in rete è stata effettuata dagli utenti senza la sua autorizzazione. Si tratta di brani dell’album A Winter Symphony dell’artista Sarah Brightman e di registrazioni audio private realizzate durante concerti della sua tournée «Symphony Tour».

Nella controversia all’origine della seconda causa, l’editore Elsevier cita in giudizio la Cyando in merito alla messa in rete sulla sua piattaforma di hosting e di condivisione di file Uploaded, nel 2013, di diverse opere sulle quali la Elsevier detiene i diritti esclusivi.

Anche in questo caso la pubblicazione è stata effettuata dagli utenti senza la sua autorizzazione. Si tratta delle opere Gray’s Anatomy for Students, Atlas of Human Anatomy e Campbell-Walsh Urology, che potevano essere consultate su Uploaded mediante le raccolte di link rehabgate.com, avaxhome.ws e bookarchive.ws.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

Parliamone ;-)