Scuola, il summit OMS-Europa

Scuola, il summit OMS-Europa

Trasformare l’emergenza in un’opportunità di miglioramento per la scuola e preparare un piano di interventi di medio e lungo periodo che renda pienamente effettivo il diritto all’istruzione in ogni parte del Paese. Sono questi i punti chiave del parere che l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha inviato al Comitato di esperti istituito dal Ministero dell’istruzione, per formulare osservazioni e proposte in occasione dell’emergenza coronavirus.

Garante infanzia e adolescenza: sì a modelli organizzativi diversificati

Per l’avvio dell’anno scolastico l’Autorità garante propone la definizione di un percorso a tappe che, da un lato, adotti soluzioni innovative e, dall’altro, assicuri il diritto all’apprendimento in presenza, in modo tale da garantire la continuità di relazione tra gruppo classe e docenti.

“È auspicabile – si legge nel parere inviato al Ministero – che la ripresa delle attività didattiche avvenga sulla base di criteri e modalità definiti a livello centrale, secondo modelli organizzativi diversificati, anche in base al grado della scuola, e adattabili alle diverse esigenze presenti nel Paese. Una cornice unitaria nazionale, che ciascuna realtà possa poi applicare in autonomia al proprio territorio”.

 

Scuola, il parere dell'Autorità Garante Infanzia e Adolescenza
Scuola, il parere dell’Autorità Garante Infanzia e Adolescenza

Attività didattiche, partire con esperienze pilota

L’Autorità garante formula anche dei suggerimenti su: linee guida per le aperture, protocolli nazionali di sicurezza sanitaria e misure di igiene e corsi di formazione per il personale.

E consiglia, quindi, di partire sin da maggio con esperienze pilota nei territori dove sono stati registrati pochi contagi rispetto alla popolazione, per poi avviare, non oltre settembre, la ripresa delle attività didattiche qualora il quadro epidemiologico lo consenta.

“La didattica a distanza – afferma la Garante Filomena Albano – non può sostituire quella in presenza e potrebbe creare disparità nell’accesso all’istruzione. In ogni caso vanno valorizzate le buone esperienze di questo periodo e bisogna fare in modo che, con opportuni investimenti, tutti gli studenti abbiano pari possibilità di accedervi”.

Corsi di recupero e messa in sicurezza

L’Autorità suggerisce, inoltre, corsi di recupero da organizzare a inizio settembre o anche prima della riapertura, per chi fosse rimasto indietro durante il periodo di chiusura delle scuole. Ed il tempo a disposizione e la prolungata assenza degli studenti dalle aule potrebbe essere occasione per effettuare lavori di messa in sicurezza e di adeguamento degli istituti alle esigenze di bambini e ragazzi con disabilità.

Didattica a distanza ed esame di maturità, il parere dei ragazzi

Sui temi del riavvio dell’anno scolastico e della didattica a distanza la Garante ha ascoltato la Consulta delle ragazze e dei ragazzi, gruppo di giovani tra i 15 e i 17 anni che viene periodicamente interpellato dall’Autorità. Anche il loro parere è stato inviato al Comitato di esperti del Ministero dell’istruzione, ottemperando così a una delle indicazioni del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che ha sollecitato in Italia la partecipazione dei minorenni nelle decisioni che li riguardano.

I ragazzi, secondo quanto comunicato dall’Agia, hanno manifestato bisogno di certezze e si sono espressi anche sull’esame di maturità. In particolare, gli studenti vorrebbero che “l’esame si tenesse in presenza, attraverso un colloquio, in modo che siano accertate le competenze, perché la prova a distanza potrebbe non essere in grado di offrire le stesse opportunità a tutti”. Hanno chiesto poi indicazioni certe sulle modalità di svolgimento, anche attraverso la diffusione di un “vademecum dello studente”: una sorta di manuale che contenga informazioni sull’attribuzione del voto e sulle modalità di svolgimento dell’esame.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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