Covid-19, quali sfide per il volontariato? Il report di CSVnet

Covid-19, quali sfide per il volontariato? Il report di CSVnet

Il numero dei giovani che vorrebbero svolgere il servizio civile è più del doppio dei posti che le risorse statali riescono a far mettere a disposizione. È quanto emerge dal XV Rapporto Annuale di Arci Servizio Civile Aps. Nel periodo di validità del bando, in ASC Aps sono state ricevute oltre 5.000 domande, a fronte dei circa 2.000 posti disponibili.

“Questo dato – spiega ASC – rapportato ai 50mila posti disponibili globalmente nel 2018 significa migliaia di ragazzi cui è preclusa l’opportunità di fare un anno al servizio della comunità”.

“L’investimento sui giovani da parte dello Stato continua ad essere clamorosamente insufficiente sia da un punto di vista morale che da quello economico – dichiara Licio Palazzini, presidente di ASC Aps – Lo Stato spende per ogni giovane circa 5.450 euro all’anno e la nostra rete, nei suoi vari livelli, ne ha investiti 7.500, suddivisi tra risorse economiche e costi figurativi, ovvero risorse umane, attrezzature e sedi in cui viene svolto il servizio civile”.

 

Report Arci Servizio Civile
Report Arci Servizio Civile

Servizio Civile in ASC Aps, i profili dei giovani

Secondo i dati del Rapporto, la distribuzione appare sostanzialmente equilibrata tra nord e sud (34%), mentre si conferma la maggioranza femminile (60%) anche se la differenza si è ridotta di poco meno del 10% negli ultimi 10 anni.

L’area che vede il maggiore impegno nelle attività si conferma la promozione culturale che comprende anche le attività educative e sportive (oltre il 57% del totale). Seguono Assistenza (27%), Patrimonio artistico (9%), Ambiente (5%) Protezione civile e Estero (1%), in cui però ASC Aps ha presentato un numero ridotto di progetti.

Significativo l’aumento (+2% sul 2017) dei volontari con la sola licenza media (9%) a fronte di una diminuzione, che si verifica già dal bando 2015, dei laureati (scesi al 33%).

Occupazione pre-servizio

Secondo quanto emerge dal Report, la situazione occupazionale pre-servizio rimane sconfortante, con un accesso al lavoro limitato: le esperienze pregresse sono state in maggioranza lavoro precario o in nero.

La condizione professionale vede prevalere la quota di studenti, la componente più significativa tra i volontari (37%); sono sempre pochi gli occupati (8%), superati di gran lunga da chi svolge lavori saltuari (18%). Pochi anche i disoccupati (14%), segno che sempre meno giovani hanno lavorato in precedenza.

Le motivazioni

Per quanto riguarda le motivazioni di scelta del servizio civile espresse dai volontari, da 10 anni sono predominanti le motivazioni di crescita (62%) e in particolare il desiderio di crescita personale. Per circa un quarto dei giovani le ragioni della scelta sono legate a ragioni utilitaristiche, il guadagno (13%) e la possibilità di entrare nel mondo del lavoro (12%).

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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