Strutture per anziani, Nas: 87 operatori senza vaccinazione anti Covid

Anziani soli e in difficoltà

A seguito di controlli effettuati su 572 strutture sanitarie e socio-assistenziali per anziani e disabili, i Nas hanno rilevato irregolarità presso 141 di esse. Le ispezioni hanno determinato la contestazione di 197 violazioni penali ed amministrative, per un valore di 43 mila euro, deferendo all’Autorità giudiziaria 36 persone e segnalandone ulteriori 136 alle Autorità amministrative.

Strutture per anziani, le criticità riscontrate dai Nas

In particolare, nel corso dell’attività, i Carabinieri NAS hanno rilevato 63 violazioni per inosservanza delle misure di contenimento alla diffusione da COVID-19, riconducibili alla mancata attuazione di protocolli per la prevenzione anti-COVID, delle operazioni di sanificazione ed uso di dispositivi di protezione individuale da parte degli operatori.

Gli accertamenti hanno evidenziato anche criticità importanti circa il livello di assistenza fornito agli ospiti. In primo luogo è emersa la presenza di operatori sanitari e personale addetto alle strutture risultati privi di copertura vaccinale, divenuta obbligatoria da aprile scorso.

Tale fenomeno, riscontrato in almeno 42 strutture socio-sanitarie in varie province, per complessivi 87 tra infermieri, fisioterapisti, operatori socio-assistenziali e restante personale destinato al contatto diretto con gli anziani, rappresenta un potenziale anello di debolezza nella strategia di tutela al possibile contagio degli anziani ospiti, proprio in un periodo di riapertura delle visite esterne dei familiari.

 

Strutture per anziani Nas

 

Inoltre alcuni interventi, tra i quali quelli condotti dai NAS di Pescara, Genova, Torino e Catania, hanno rilevato situazioni di abbandono di anziani, non accuditi in relazione alle patologie sofferte e alle loro esigenze fisiologiche e motorie, in alcuni casi sfociati addirittura nella mancata somministrazione dei farmaci essenziali per garantire le terapie necessarie per gli ospiti malati e ultraottantenni.

Ulteriori situazioni di minore assistenza sono state rilevate per sovraffollamento di anziani rispetto ai posti previsti, mancanza di trattamenti riabilitativi e di personale privo di abilitazioni professionali, nonché detenzione di farmaci non idonei o scaduti, per i quali si è proceduto al sequestro di 72 confezioni.

I casi di Potenza e Genova

Tra le criticità più gravi i Nas riportano alcuni casi specifici.

A Rivello (Potenza), ad esempio, i NAS di Potenza hanno disposto l’immediata chiusura di RSA per anziani non autosufficienti, a causa delle gravi carenze igienico sanitarie presenti nella struttura e nell’area di preparazione dei pasti, nonché il sovrannumero di ospiti presenti rispetto a quelli autorizzati.

Mentre, presso una residenza protetta di Brugnato (SP), i Nas di Genova hanno individuato 7 operatori socio assistenziali che non si sono sopposti alla vaccinazione obbligatoria preventiva per l’infezione da COVID, disattendendo le misure di contenimento e gestione dell’emergenza in atto.

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