beach litter 2021

Beach Litter 2021, Fondi (LT) Spiaggia Capratica. Fonte: Legambiente

Una passeggiata in riva al mare. Fra i rifiuti. Ogni cento metri di spiaggia in Italia ci sono 783 rifiuti di cui l’84% è in plastica. I rifiuti sulla spiaggia in cui si inciampa nell’agognata passeggiata sono soprattutto rifiuti da imballaggio. Altri sono legati al consumo di cibo (tappi, stoviglie, cannucce, bottiglie). Poi ci sono gli onnipresenti mozziconi di sigaretta. I rifiuti in spiaggia e in generale il marine litter rimangono un problema “irrisolto e di portata mondiale”, denuncia Legambiente.

L’associazione ha lanciato la nuova indagine Beach Litter che censisce una media di 783 rifiuti ogni cento metri lineari di spiaggia. In oltre due spiagge su tre sono stati trovati i rifiuti della pandemia: mascherine e guanti usa e getta.

 

 

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Beach Litter 2021, Legambiente

 

Spiagge e fondali puliti 2021

Il dossier è stato lanciato in occasione di Spiagge e fondali puliti 2021, la campagna di volontariato ambientale organizzata da Legambiente per pulire arenili e fondali dai rifiuti in spiaggia.

L’edizione di quest’anno si svolgerà nel fine settimana del 14, 15 e 16 maggio con oltre 60 iniziative in programma in 15 regioni italiane e lungo le sponde del Mediterraneo, con il coinvolgimento di 16 paesi nella versione mediterranea della campagna, Clean up the Med.

In Italia si passerà dalla pulizia dei lidi laziali (come quelle in programma sabato a Capocotta, nella spiaggia posta sotto la riserva regionale di Tor Caldara di Anzio e domenica a Castel Gandolfo) a quelli toscani (pulizia domenica in località San Vincenzo e a Marina di Cecina) e lucani (doppio appuntamento sabato e domenica a Maratea e a Policoro).

E poi iniziative anche in Puglia (sabato lungo i lidi di Bari e Trani), Liguria (sabato a Genova Nervi) e in Veneto (sabato a Rosolina Mare). In alcune regioni le attività di pulizia proseguiranno anche nei week-end successivi.

Diverse associazioni di sub ripuliranno tratti del fondale marino, domenica a Formia e il 23 maggio a Bisceglie, in Puglia.

 

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Beach Litter 2021, Maruggio (TA) Spiaggia Marchese, Fonte: Legambiente

 

Rifiuti in spiaggia: troppi

I rifiuti in spiaggia censiti da Beach Litter sono ormai una triste tradizione. L’obiettivo di Spiagge e fondali pulite è di rimuovere i rifiuti e sensibilizzare i cittadini sul problema del marine litter nel Mediterraneo. Quest’anno in 47 spiagge monitorate, in 13 regioni, sono stati censiti 36.821 rifiuti in un’area totale di 176.100 mq.

«Una media di 783 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia che supera di gran lunga il valore soglia o il target di riferimento stabilito a livello europeo per considerare una spiaggia in buono stato ambientale, ossia meno di 20 rifiuti spiaggiati ogni 100 metri lineari di costa», dice Legambiente.

I rifiuti in spiaggia trovati sono soprattutto usa e getta. Nell’84% dei casi si tratta di plastica.

Vengono soprattutto da imballaggi, consumo di cibo, oppure sono rifiuti da fumo. In spiaggia dunque si trovano bottiglie, contenitori e tappi di plastica, mozziconi di sigaretta, ma anche calcinacci e frammenti di vetro. E con la pandemia, anche guanti e mascherine.

Rifiuti in spiaggia fra plastica e mascherine

«La plastica resta il materiale più trovato dei rifiuti spiaggiati. Su circa un terzo delle spiagge campionate, la percentuale di plastica eguaglia o supera il 90% del totale dei rifiuti monitorati, mentre sul 72% dei lidi monitorati sono stati rinvenuti guanti usa e getta, mascherine o altri oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria Covid-19. In particolare le mascherine sono state rinvenute sul 68% delle spiagge monitorate, i guanti usa e getta sul 26%».

La top ten dei rifiuti in spiaggia

Legambiente stila anche la “top ten” dei rifiuti spiaggiati. Al primo posto ci sono gli oggetti e i frammenti di plastica (16,6%) o di polistirolo (12,2%) non identificabili, che insieme rappresentano circa il 29% dei rifiuti registrati.

Al terzo posto i mozziconi di sigarette (l’8,7% dei rifiuti rinvenuti), seguiti da tappi e coperchi in plastica (8,3%).

Continuano a “spiaggiarsi” i cotton fioc in plastica (5,4% dei rifiuti monitorati), simbolo questi ultimi della cattiva depurazione (e dei cattivi comportamenti dei cittadini).

Seguono le bottiglie e contenitori in plastica per bevande (4,3%) e le stoviglie usa e getta in plastica (bicchieri, cannucce, posate e piatti di plastica) con il 3,8%. Ci sono poi reti o sacchi per mitili e ostriche, materiale da costruzione, frammenti in plastica espansa.

«L’inquinamento da plastica in mare e sulle spiagge – dice Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – resta, insieme all’emergenza climatica, l’altra grande questione ambientale e mondiale da affrontare con interventi e politiche mirate tenendo alta l’attenzione sul tema. Per questo sono importanti le campagne di informazione, sensibilizzazione e volontariato per la rimozione dei rifiuti, come stiamo facendo da anni con Spiagge e Fondali Puliti.  Quasi la metà dei rifiuti spiaggiati monitorati sono proprio i prodotti al centro della direttiva europea sulla plastica monouso, ossia prodotti usa e getta, dalle bottiglie di plastica alle stoviglie, dai mozziconi di sigaretta ai cotton fioc, solo per citarne alcuni. Per questo chiediamo che l’Italia emani entro il 3 luglio 2021 il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea pensata per bandire e ridurre la produzione e commercializzazione di alcuni prodotti di plastica monouso su tutto il territorio nazionale».


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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