Tariffe rifiuti, l'indagine del Centro Studi Ircaf sulle differenze territoriali

Tariffe rifiuti, l'indagine del Centro Studi Ircaf sulle differenze territoriali

L’hanno scorso doveva essere “l’anno della svolta sui rifiuti” – afferma il Centro Studi Ircaf – dopo una lunga consultazione con gli addetti e con gli stakeholder per l’applicazione del MTR (Nuovo Metodo Tariffario), come previsto dalla delibera 443/19/R/rif ARERA e integrativa 238/2020. Ma a causa della pandemia e delle difficoltà di diversi comuni, le scadenze sono state spostate, con conseguenti proroghe al 30 settembre, poi al 31 ottobre e, infine, al 31 dicembre 2020.

Dalla seconda indagine realizzata dal Centro Studi Ircaf, è emersa una sostanziale condivisione del nuovo metodo tariffario, con eventuali correttivi alla luce della esperienza di questo primo anno.

“Il nuovo metodo tariffario – spiega Ircaf – ha obiettivi ambiziosi di trasparenza, certezza dei costi per i piani finanziari e chiarezza delle attività coperte con la Tari, oltre che un approccio graduale di progressivo miglioramento del livello dei servizi, con standard minimi obbligatori stante le profonde differenze attuali presenti sul territorio”.

 

Tariffe rifiuti

 

Tariffe rifiuti, differenze territoriali

Secondo l’indagine, considerando tutte le 111 città campione, la spesa annua 2020 della “famiglia tipo” per la tariffa rifiuti è aumentata dello 0,2% rispetto al 2019.

Per una famiglia di tre persone, con una casa di 100 mq, nel 2020 si registra una spesa media nazionale di 296,32 euro annui. Nel nord-est la spesa è di 240,3 euro, 267,78 euro nel nord-ovest, 302,31 euro nel centro Italia e 344,12 euro nel sud, con servizi mediamente più inefficienti e con maggior impatto ambientale.

In particolare, Campania, Sicilia e Puglia sono le più costose, mentre Trentino, Basilicata e Veneto le più economiche.

L’ indagine ha riguardato anche Alberghi con ristorante di 1000 mq, Supermercati di 1000 mq, Bar di 100 mq e Distributori di benzina di 250 mq. Anche su questo versante le differenze della spesa annua tra le diverse città, regioni, macroregioni e fasce di popolazione sono ancora più marcate a seconda degli esercizi.

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