Terapie avanzate, la proposta: riclassificare la spesa sanitaria per le come spesa di investimento

Terapie avanzate, la proposta: riclassificare la spesa sanitaria per le come spesa di investimento (fonte immagine: Pixabay)

Riclassificare la spesa sanitaria per le terapie avanzate come spesa di investimento: questa la proposta rivolta alle Istituzioni europee e agli Stati membri e presentata oggi, al Parlamento UE, da un gruppo di esperti e di associazioni civiche e di pazienti. Una iniziativa organizzata da Active Citizenship Network (ACN), la rete europea di Cittadinanzattiva, con il supporto incondizionato della coalizione #VITA – Value and Innovation of Advanced Therapies.

“I vincoli dei bilanci sanitari nazionali non possono essere un ostacolo all’accesso dei pazienti alle terapie avanzate – spiegano i promotori della proposta. – Queste terapie necessitano di nuove e diverse modalità di pagamento e contabilizzazione, che tengano conto degli elevati costi iniziali e dei grandi e duraturi benefici nel tempo, sia per i pazienti che per i sistemi sanitari nazionali. Per questo occorrerebbe classificare la spesa delle terapie avanzate come un investimento e non come una spesa corrente, e questo potrebbe avvenire rivedendo – da Eurostat in giù – le classificazioni economico/finanziarie della spesa sanitaria attualmente in vigore”.

La proposta è sintetizzata nella Call to ActionTerapie avanzate e rispetto del diritto dei pazienti all’accesso alle cure“, lanciata da ACN e approvata da 43 tra organizzazioni civiche e dei pazienti di vari Paesi.

“Per garantire il diritto di accesso alle cure al maggior numero di pazienti potenzialmente eleggibili, evitando forme di razionamento o problemi di sostenibilità finanziaria, è stato chiesto oggi alle istituzioni europee un cambio di paradigma – spiega Mariano Votta, Direttore di Active Citizenship Network, la rete europea di Cittadinanzattiva. – Le norme contabili stabilite a livello Ue, e un approccio “sylos” tra istituzioni e DG all’interno della Commissione Europea, si scontra terribilmente con le legittime aspettative di salute e, in alcuni casi, di guarigione, riposte da un numero sempre crescente di pazienti europei, le cui esigenze di salute non possono attendere o scontrarsi con la fredda logica della contabilità”.

 

spesa sanitaria

 

 

Spesa sanitaria, le terapie avanzate

«La soluzione sta in un cambio di prospettiva che porta a considerare questa spesa anche come un investimento e non solo come un costo – spiega Mauro Marè, docente di Economia Pubblica all’Università della Tuscia e alla LUISS. – Le terapie avanzate, infatti, offrono benefici non solo nel breve termine, ma soprattutto nel lungo termine. Non solo per la salute e il benessere delle persone, ma anche in termini di risparmio diretto e indiretto: nel caso delle terapie innovative si ha un miglioramento radicale della storia naturale della malattia, con la completa eliminazione di terapie e trattamenti che spesso dureranno per l’intera esistenza della persona. Oltre all’impatto sulla salute, c’è un impatto altrettanto importante sulla qualità della vita e sulla produttività sul lavoro”.

“Per questi motivi – conclude Marè – è importante considerare la spesa per le terapie avanzate come una spesa di investimento – visti gli effetti durevoli nel lungo periodo – per rimuovere eventuali barriere e garantire che ci sia equità di accesso per i pazienti in ogni singolo stato membro, perché questo significa equità di accesso per tutti i cittadini europei”.

“La spesa per questo tipo di terapie non è oggi contabilizzata come un investimento in nessun Paese europeo – sottolinea Giorgio Alleva, Professore Ordinario di Statistica alla Sapienza Università di Roma ed ex Presidente – Istat (Istituto Nazionale di statistica). – Se fosse consentito, però, il costo di queste terapie potrebbe essere ammortizzato negli anni in relazione ai risparmi generati nel tempo. Un approccio totalmente innovativo, che avrebbe la caratteristica di una formula ‘win win’: vantaggiosa sia per il paziente, che beneficerebbe di trattamenti altamente innovativi ed efficaci, sia per il Servizio Sanitario Nazionale, che potrebbe ammortizzare il costo della terapia oltre gli anni”.

 

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