Vaccino antinfluenzale, introvabile in dieci città. L'indagine di Altroconsumo

Vaccino antinfluenzale, introvabile in dieci città. L'indagine di Altroconsumo

Quest’anno circa 7 genitori su 10 hanno intenzione di vaccinare i propri bambini contro l’influenza. A pensarla così è il 73% dei genitori di bambini da 6 mesi a 6 anni e il 70% dei genitori di bambini età compresa dai 7 ai 12 anni.

Un cambiamento di rotta rispetto al passato, se si pensa che alla domanda “Negli anni precedenti, hai scelto di far vaccinare tuo figlio contro l’influenza?” il 77% del campione ha risposto “no”.

È quanto emerge da un sondaggio condotto da Pazienti.it, in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria, su un campione di 1.200 genitori composto per il 60% da genitori di bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni, per il 26% da genitori di bambini dai 7 ai 12 anni e per il 13% da famiglie con bambini dai 12 anni in poi.

 

Vaccino antinfluenzale
Vaccino antinfluenzale

Vaccino antinfluenzale, il Covid influisce sulle scelte

Secondo il sondaggio, la pandemia da Covid-19 gioca un ruolo importante sull’orientamento dei genitori a favore della vaccinazione antinfluenzale nei bambini.

Infatti oltre 1 genitore su 2 (53% del campione) afferma che il coronavirus ha influito “molto” o “abbastanza” sulla scelta vaccinale: in particolare il 25% del campione risponde “abbastanza, prima d’ora non avevo non avevo mai ritenuto il vaccino così importante” e il 28% risponde “molto, credo che il vaccino antinfluenzale possa fare la differenza”, a fronte del 46% del campione che ha risposto “poco, la mia idea sul vaccino è la stessa da sempre”.

“Vaccinarsi contro l’influenza in tempi di pandemia è importante anche per evitare il rischio di una possibile coinfezione di entrambi i virus che sicuramente peggiorerebbe il decorso clinico – afferma Rocco Russo, Responsabile del tavolo tecnico vaccinazioni della SIP – ma non bisogna dimenticare che ogni anno nel mondo il virus influenzale colpisce tra il 5 e il 15% della popolazione adulta (vale a dire da 350 milioni a 1 miliardo di persone) con un’incidenza che sale al 20-30% nei bambini, per cui proteggersi con il vaccino è fondamentale anche in tempi in cui tale decisione non risulta essere emotivamente legata al timore della circolazione di un virus pandemico”.

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