Gli effetti del lockdown sulle persone affette da disturbi alimentari

Gli effetti del lockdown sulle persone affette da disturbi alimentari

Durante la pandemia da Covid-19 le persone affette da disturbi alimentari, in particolare da bulimia nervosa, anoressia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata o binge eating, si sono ritrovate ad affrontare la loro condizione in una maniera inaspettata. Infatti, il cambio delle dinamiche quotidiane e dello stile di vita può influire in maniera importante sui comportamenti patologici.

È quanto affermano gli esperti del portale PsicologiOnline.net, i quali sottolineano il rischio di ricaduta o peggioramento della gravità del disturbo in situazioni di stress come quelle generate dall’emergenza sanitaria.

Disturbi alimentari, l’impatto del Covid

Secondo gli esperti, i soggetti più vulnerabili sono coloro che soffrono di bulimia nervosa, per via delle “limitazioni dei programmi di trattamento presenziali e le difficoltà riscontrate nelle terapie online, la presenza di abbondante cibo in casa, che funge da tentazione per le abbuffate, l’ansia generata da non avere scorte a sufficienza e l’uso eccessivo delle reti sociali, che contribuiscono a una percezione alterata del proprio corpo e le emozioni sorte dal forte stress”.

 

Gli effetti del lockdown sui disturbi alimentari

 

I pazienti affetti da anoressia nervosa, spiegano gli esperti – “hanno mostrato risultati controversi: da un lato alcuni avrebbero preso peso durante la quarantena, segno positivo che potrebbe essere dovuto anche all’efficacia dei trattamenti, sia in presenza sia telematici durante il lockdown, ma dall’altro avrebbero sperimentato un’esacerbazione del comportamento ossessivo dell’esercizio fisico compensatorio. Risulta, inoltre, che ci siano stati molti casi di crossover diagnostico, che indica la trasformazione di anoressia in bulimia”.

“Dunque – affermano gli esperti – si è riscontrato un aumento dei comportamenti disfunzionali e un’interruzione della tendenza al miglioramento dei sintomi, sia negli affetti da bulimia sia in quelli affetti da anoressia, ma in quest’ultimi l’impatto negativo del Covid-19 è stato minore”.

Per quanto riguarda, infine, i pazienti affetti da binge eating, anche loro hanno sperimentato, secondo lo studio condotto dagli esperti, un aumento della gravità della patologia.

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