(Crediti foto: Francesco Pistilli / Essere Animali)
Benessere animale, l’Europa accelera sullo European Chicken Commitment
Il nuovo “European Chicken Commitment Progress Report 2025” evidenzia progressi significativi nel continente, ma le principali insegne italiane non si adeguano. Crescono le adesioni allo standard ECC, mentre aumentano le preoccupazioni su qualità della carne e trasparenza delle filiere.
A livello europeo cresce il numero di aziende che scelgono di aderire allo European Chicken Commitment (ECC), lo standard minimo che punta a migliorare il benessere animale, in particolare le condizioni di allevamento dei polli da carne.
Nonostante questo trend positivo, l’Italia resta tra i Paesi con minori progressi: un divario che emerge con chiarezza dal nuovo European Chicken Commitment Progress Report 2025, pubblicato da Essere Animali in collaborazione con la Open Wing Alliance (OWA), una coalizione di quasi cento organizzazioni internazionali attive per il benessere animale.
Secondo il presidente di Essere Animali, Simone Montuschi, mentre Regno Unito, Francia, Norvegia, Germania e Spagna stanno integrando l’ECC nelle proprie politiche aziendali, in Italia mancano passi concreti da parte delle principali insegne. «Se Coop vuole essere davvero all’avanguardia, l’unica via è aderire all’ECC», sottolinea Montuschi, ricordando come le dichiarazioni di attenzione al benessere animale non si traducano, per ora, in impegni reali.
I numeri del report: 394 aziende aderenti e oltre 260 milioni di polli coinvolti
Il quadro europeo racconta una diffusione crescente: sono 394 le aziende che hanno già adottato lo standard ECC, con un impatto stimato su oltre 260 milioni di polli. In Italia, tuttavia, le realtà aderenti si limitano a poche eccezioni – Carrefour, Cortilia, Eataly e il produttore Fileni – mentre mancano del tutto Coop, Conad ed Esselunga.
OWA stima che l’applicazione collettiva dell’ECC ridurrà le sofferenze di oltre 1,3 miliardi di animali ogni anno. Un potenziale enorme, che sta già producendo risultati tangibili: 12 grandi gruppi, tra cui ALDI, Lidl, Carrefour, Waitrose e Marks & Spencer, pubblicano regolarmente i propri progressi, e tre dei principali produttori europei forniscono carne conforme ai criteri ECC su larga scala.
Il caso europeo: meno antibiotici, meno mortalità e vendite in crescita
I dati raccolti nel report mostrano come rispettare l’ECC non solo migliori il benessere animale, ma possa avere ricadute positive anche su qualità del prodotto e performance economiche. La britannica Marks & Spencer, ad esempio, ha registrato un aumento delle vendite di pollo del 33% dopo la transizione allo standard, mentre la norvegese Norsk Kylling – produttrice al 100% in linea con l’ECC – ha ridotto la mortalità degli animali del 79%.
Il gruppo Plukon Food Group, dopo l’adesione, ha diminuito di oltre cento volte l’uso di antibiotici, un beneficio rilevante sia per la salute pubblica sia per la qualità del prodotto finale. Ancora più significativo è il caso di Waitrose, prima catena pienamente conforme allo standard senza alcun aumento dei prezzi al consumatore: una dimostrazione concreta che maggiore benessere animale non implica necessariamente costi più elevati.
Razze a crescita lenta e qualità della carne: il nodo del white striping
Il fulcro dello European Chicken Commitment è la riduzione delle principali cause di sofferenza negli allevamenti intensivi, tra cui densità elevate e l’impiego di razze a rapido accrescimento. Questi polli raggiungono il peso di macellazione in 30-40 giorni, con gravi effetti sulla fisiologia e sulla qualità finale della carne.
Uno dei segnali più evidenti è il diffuso white striping, una miopatia che produce strisce bianche di grasso e tessuto cicatriziale sul petto e che colpisce dal 50% al 90% degli animali a rapido accrescimento. In Italia la situazione appare particolarmente critica: l’ultima analisi di Essere Animali su oltre 600 confezioni di petto di pollo a marchio Conad, Coop ed Esselunga mostra una presenza della patologia in oltre il 90% dei campioni esaminati, con Coop che registra i casi più gravi nonostante le dichiarazioni pubbliche sul benessere animale.
Il white striping non è considerato una non conformità veterinaria, ma altera la composizione nutrizionale della carne e segnala condizioni di allevamento tutt’altro che ottimali.
Pressione politica e attenzione pubblica: il tema arriva in Parlamento
L’impatto del report non si è limitato al settore produttivo. Le sue evidenze sono state oggetto di interrogazioni parlamentari al Senato e alla Camera rivolte ai Ministeri della Salute e dell’Agricoltura, firmate da esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. Le richieste puntano a fare chiarezza sulle reali condizioni degli allevamenti italiani e sulla qualità del pollo venduto nei principali supermercati.
Anche l’opinione pubblica ha reagito con grande interesse e preoccupazione: i contenuti diffusi da Essere Animali hanno raggiunto più di due milioni di persone tra media nazionali e locali, superando tre milioni e mezzo di visualizzazioni sui social.
Uno standard già in marcia in Europa, un’occasione per l’Italia
Lo European Chicken Commitment si conferma uno strumento efficace, basato su evidenze scientifiche e capace di coniugare benessere animale, qualità del prodotto e trasparenza delle filiere. Mentre l’Europa accelera, l’Italia rischia di restare indietro: l’assenza di impegni da parte delle principali insegne rappresenta non solo una criticità etica e produttiva, ma anche un’opportunità mancata di innovazione e credibilità.
L’adozione dell’ECC potrebbe segnare una svolta significativa, contribuendo a ridurre sofferenze diffuse, migliorare la qualità della carne e rispondere alle aspettative di consumatori sempre più attenti e informati.

