Bisfenolo A, in vigore dal 20 gennaio il regolamento Ue che ne vieta l'uso nei materiali a contatto con gli alimenti (Foto di PublicDomainPictures da Pixabay)
Bisfenolo A, in vigore dal 20 gennaio il regolamento Ue che ne vieta l’uso nei materiali a contatto con gli alimenti
Il Bisfenolo A non potrà più essere utilizzato per la produzione di materiali che entrano a contatto con gli alimenti e i suddetti materiali non potranno più essere immessi sul mercato
Il 20 gennaio è entrato in vigore il regolamento europeo che vieta l’uso del bisfenolo A (BPA) nei materiali a contatto con gli alimenti.
“Il bisfenolo A e i suoi sali – ricorda in una nota Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti – non potranno più essere utilizzati per la produzione di materiali che entrano a contatto con gli alimenti e i suddetti materiali non potranno più essere immessi sul mercato. Inoltre, negli alimenti non dovrà più essere rilevabile BPA proveniente dalla rispettiva confezione”.
Per la maggior parte dei materiali – spiega ancora l’associazione- si applica un periodo di transizione di 18 mesi (fino a luglio 2026); per determinati materiali, come quelli di cui sono costituiti i contenitori per il pesce, la frutta e la verdura, tale periodo è invece di 36 mesi (fino a gennaio 2028). Le aziende, pertanto, devono convertire la produzione in tempi relativamente brevi a nuovi materiali privi di BPA. “Tra le possibili alternative vi sono polimeri ricavati dalla cellulosa o da materie prime di origine vegetale, materiali sintetici considerati innocui e soluzioni a rendere in vetro o acciaio inossidabile“.
“Le organizzazioni per la tutela dei consumatori – sottolinea il CTCU – vedono il divieto del bisfenolo A con un occhio che ride e uno che piange. Da un lato accolgono con favore il divieto, richiesto da tempo, ma dall’altro criticano il fatto che venga introdotto soltanto ora. Nel frattempo, i consumatori sono stati messi inutilmente in pericolo per anni”.
Il Bisfenolo A e i rischi per la salute
La sostanza chimica bisfenolo A (BPA) – ricorda l’associazione – è utilizzata nell’industria della plastica per la produzione di policarbonati e resine epossidiche. Di policarbonati sono generalmente fatti i dispenser d’acqua, i barattoli per le conserve, le borracce e le bottiglie a rendere. Le resine epossidiche si usano per realizzare i rivestimenti interni, ad esempio, delle lattine per le bevande e delle scatolette degli alimenti.
“È noto ormai da tempo – afferma il CTCU – che piccole quantità di bisfenolo A possono migrare dagli imballaggi o dai rivestimenti in plastica negli alimenti e nelle bevande. Il BPA appartiene, inoltre, ai cosiddetti interferenti endocrini – sostanze che influenzano l’equilibrio ormonale nel corpo – motivo per cui, dal 2011 l’UE ne ha vietato l’utilizzo nella produzione di biberon”.
Nel 2023 la sostanza chimica era stata oggetto di nuova valutazione da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA): secondo il parere degli esperti, a causa delle concentrazioni ingerite, il BPA rappresenterebbe un rischio per la salute dei consumatori di tutte le fasce d’età. Nello specifico, potrebbe avere un effetto dannoso sul sistema immunitario e sull’equilibrio ormonale e aumentare, inoltre, il rischio di malattie cardiovascolari.
L’EFSA, pertanto, aveva abbassato di 20.000 volte la dose giornaliera tollerabile di BPA e aveva invitato la Commissione europea ad adottare ulteriori misure a tutela della popolazione.

