Cannabidiolo come nuovo alimento, EFSA: stop alle valutazioni in attesa di nuovi dati

Cannabidiolo come nuovo alimento, EFSA: stop alle valutazioni in attesa di nuovi dati (Fonte immagine: Pixabay)

Attualmente gli esperti scientifici dell’EFSA “non possono stabilire la sicurezza del cannabidiolo (CBD) come nuovo alimento, considerate le carenze nei dati e le incertezze circa i potenziali pericoli connessi all’assunzione di CBD”. È quanto comunicato dall’EFSA, con una nota diffusa oggi.

Cannabidiolo, il parere dell’EFSA

Il cannabidiolo è una sostanza che può essere ottenuta da piante di Cannabis sativa L. sia sintetizzata chimicamente. La Commissione europea ritiene che il CBD possa rientrare tra i nuovi alimenti, purché soddisfi le condizioni previste dalla legislazione dell’UE in questo ambito. La Commissione ha chiesto, dunque, all’EFSA di formulare un parere in merito alla sicurezza del consumo di CBD per gli esseri umani.

“Abbiamo individuato diversi pericoli connessi all’assunzione di CBD e abbiamo stabilito che le numerose carenze nei dati relativi agli effetti sulla salute devono essere colmate prima di poter procedere alle valutazioni. È importante sottolineare fin d’ora che non abbiamo concluso che il CBD non è sicuro come alimento“, ha dichiarato il prof. Dominique Turck, presidente del gruppo di esperti NDA.

In particolare – spiega l’EFSA – “i dati sugli effetti del CBD sul fegato, sul tratto gastrointestinale, sul sistema endocrino, sul sistema nervoso e sul benessere psicologico delle persone non sono sufficienti“.


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