Caro pesce per Natale, Federconsumatori: no alle speculazioni (Foto Pixabay)
Caro pesce per Natale, Federconsumatori: no alle speculazioni
Federconsumatori denuncia il caro pesce in vista delle feste: le mazzancolle aumentano del 22% in sette giorni, il polpo supera i 20 euro/kg e i calamari del Tirreno arrivano a toccare i 30 euro/kg
Natale all’insegna del caro pesce. La tradizione vuole che sulla tavola ci siano piatti a base di pesce e difficilmente gli italiani ci rinunceranno. Secondo le stime di Confcooperative Fedagripesca otto consumatori su dieci porteranno in tavola almeno un piatto a base di pesce, fra vongole, frutti di mare e pesce fresco. E la spesa complessiva per i piatti di pesce a Natale aumenterà del 20% rispetto allo scorso anno, per un totale di 792 milioni di euro. Ma attenzione ai rincari, tipici dei giorni che si avvicinano alla festa. Federconsumatori denuncia l’impennata dei prezzi in vista delle festività di Natale e parla di “aumenti spropositati”. Si parla di rincari del 22% in una sola settimana.
Mazzancolle, polpo e calamari record
Spiega Federconsumatori: “Secondo le ultime rilevazioni, si registrano aumenti record per alcune specie: le mazzancolle segnano un +22% in soli sette giorni, il polpo supera i 20 euro/kg e i calamari del Tirreno arrivano a toccare i 30 euro/kg. Questi i dati dell’analisi sui prezzi all’ingrosso di Bmti, che, quindi, al consumo aumentano notevolmente. Questi rincari spropositati possono essere giustificati solo in minima parte da fattori come il fermo pesca, il maltempo e l’aumento della domanda, spesso nascondono fenomeni speculativi che colpiscono duramente i consumatori, portandoli in molti casi a modificare i propri menu delle feste”.
I rincari si sommano poi a quelli degli ultimi anni e a un carrello della spesa alimentare che si è fatto sempre più gravoso e costoso.
L’associazione chiede dunque “un monitoraggio attento sulla determinazione dei prezzi in questa fase, nonché un intervento deciso delle autorità competenti per contrastare fenomeni speculativi e garantire trasparenza nella filiera”.
Ma c’è qualcosa che i consumatori possono fare per difendersi dal caro pesce? I consigli di Federconsumatori sono quelli di privilegiare specie alternative, meno ricercate e quindi meno soggette ai rincari e prodotti locali e tracciabili, a garanzia della freschezza e della qualità. Fare acquisti consapevoli, evitando di cedere alla corsa dell’ultimo minuto. E prestare attenzione alla freschezza dei prodotti ittici, per tutelare portafoglio e insieme salute.

