Settimana mondiale per la riduzione del consumo alimentare di sale

Settimana mondiale per la riduzione del consumo alimentare di sale

Si chiude il 14 marzo la Settimana mondiale per la riduzione del consumo alimentare di sale, promossa dalla World Action on Salt & Health (WASH) e sostenuta attivamente dalla Società Italiana di Nutrizione Clinica (SINU), per sensibilizzare i Governi e incoraggiare le aziende alimentari multinazionali a ridurre il sale nei loro prodotti.

In molti Paesi, infatti, circa il 60-80% del sale consumato non è aggiunto durante la cottura dei cibi o a tavola, ma è già presente in cibi processati e confezionati.

WASH ha dedicato la settimana mondiale 2021 al tema “More flavour, less salt” (“Più sapore, meno sale”), per sensibilizzare la popolazione a utilizzare meno sale in cucina e a tavola, affinando le proprie ricette preferite o creandone della nuove ugualmente saporite.

Come ridurre il consumo alimentare di sale

WASH ricorda che ci sono tanti modi per insaporire il cibo senza aggiungere il sale ai pasti cucinati a casa e sottolinea l’importanza di ridurre l’uso di prodotti alimentari che possono contenerne in quantità elevate (salse di soia, ketchup, condimenti per insalata, salumi, sughi pronti, cibi in scatola o precotti, etc.).

Propone, in particolare, 5 azioni concrete per ridurre il consumo di sale a meno di 5 grammi al giorno, corrispondenti a circa 2 grammi di sodio, ossia la quantità raccomandata dall’OMS:

  • usare erbe, spezie, aglio, peperoncino, erbe aromatiche, pepe nero e agrumi al posto del sale per aggiungere sapore al cibo;
  • scolare e risciacquare verdure e legumi e in scatola e mangiare più frutta e verdura fresca;
  • controllare le etichette prima di acquistare per scegliere prodotti alimentari meno salati;
  • ridurre gradualmente il sale nelle ricette preferite – consentendo alle papille gustative di adattarsi;
  • non mettere a tavola sale e salse salate, in modo che anche i più giovani della famiglia si abituino a non aggiungere il sale.

 

Giornata per la riduzione del consumo di sale
Giornata per la riduzione del consumo di sale

 

Alcuni dati sul consumo a livello globale e in Italia

Secondo i dati riportati dal Ministero della Salute, a livello globale il consumo giornaliero di sale supera ampiamente il valore raccomandato dall’OMS (e in alcune parti del mondo raggiunge i 15 grammi/die).

In Italia, in particolare, nel periodo 2018-2019 è stato riscontrato, attraverso la raccolta delle urine delle 24 ore in campioni di popolazione di età 35-74 anni, residenti in 10 Regioni, un consumo medio giornaliero di sale pari a 9,5 grammi negli uomini e 7,2 grammi nelle donne.

Numeri che mostrano una riduzione significativa del consumo di sale di circa il 12% rispetto alla rilevazione precedente (2008-2012), ovvero più di un terzo dell’obiettivo indicato nel Global action plan for the prevention and control of noncommunicable diseases 2013–2020 dell’OMS. Il Piano prevede, infatti, una riduzione relativa del 30% del consumo medio di sale/sodio nella popolazione entro il 2025.

Tuttavia, il consumo di sale della popolazione italiana adulta resta ancora ben al di sopra di quello raccomandato dall’OMS, sia per gli uomini che per le donne: nel periodo 2018-2019, infatti, è risultato inferiore a 5 grammi/die soltanto nel 9% degli uomini e nel 23% delle donne.

“È, quindi, fondamentale proseguire l’impegno da parte delle aziende alimentari, delle Istituzioni e dei cittadini per la riduzione dell’introito di sodio attraverso la riformulazione dei prodotti alimentari e il minor ricorso all’utilizzo del sale in cucina e a tavola”, scrive il Ministero della Salute.

Consumo alimentare di sale, rischi e prevenzione

Un consumo eccessivo di sale favorisce, infatti, un aumento della pressione arteriosa, con conseguente incremento del rischio di insorgenza di gravi patologie cardio-cerebrovascolari correlate all’ipertensione arteriosa, quali infarto del miocardio e ictus cerebrale, ed è stato associato ad altre malattie cronico-degenerative, quali tumori, in particolare dello stomaco, osteoporosi e malattie renali.

Anche per questo motivo, il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025, approvato con Intesa Stato-Regioni del 6 agosto 2020, prevede una linea strategica di intervento per la riduzione del consumo di sale, nell’ambito della promozione di una sana alimentazione per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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