La contraffazione delle fiale di Herceptin non riguarda prodotti commercializzati in Italia. È quanto affermato nei giorni scorsi dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) in relazione al caso dei flaconcini del farmaco antitumorale Herceptin (Trastuzumab), che si ritiene siano stati rubati in Italia, anche in strutture ospedaliere, siano state manomessi e re-introdotti in alcuni paesi nella catena di distribuzione con dati falsificati. I lotti interessati sono stati identificati e “si sospetta che i prodotti segnalati – scrive l’Aifa in una nota – siano riconducibili ad alcuni furti avvenuti negli ospedali italiani, a scopo di successivo riciclaggio verso paesi esteri”.
Non ci sono allarmi per i prodotti commercializzati in Italia, afferma l’Agenzia in una nota: “Aifa porta l’attenzione degli operatori sanitari sul caso riguardante il  furto e successivo riciclaggio di alcune fiale del medicinale HERCEPTIN, riportanti i numeri di lotto H4311B07, H4329B01, H4284B04, H4319B02, H4324B03, H4196B01, H4271B01, H4301B09, H4303B01, ad opera di distributori illegali, verso paesi esteri.
Le confezioni del farmaco, non oggetto di furto e riportanti i medesimi lotti, sono stati commercializzati in Italia attraverso il canale legale, ovvero distribuite direttamente dalla ditta titolare dell’autorizzazione al commercio (ROCHE) agli ospedali, e sono pertanto da considerarsi assolutamente sicure. La contraffazione non riguarda dunque i prodotti commercializzati in Italia e riportanti i medesimi lotti di quelli oggetto di manomissione”.
Diversa la situazione per i farmaci con confezionamento italiano, e stesso numero di lotto, commercializzati all’estero, che vanno considerati contraffatti. L’Aifa spiega chele autorità tedesche, finlandesi e del Regno Unito hanno già provveduto al sequestro delle confezioni di HERCEPTIN acquistate tramite grossista e, al momento, non può escludersi che ulteriori confezioni del medesimo medicinale possano essere state distribuite anche in altri paesi dell’Unione Europea. Le analisi effettuate da Roche hanno confermato la contraffazione del campione analizzato, in quanto contenente un principio attivo diverso mentre, le analisi effettuate dell’autorità finlandese, hanno altresì rivelato la manipolazione delle fiale e una concentrazione del principio attivo corrispondente approssimativamente al 7% di quella contenuta nel farmaco legale. Si ribadisce pertanto che, questi prodotti, oggetto di commercio illegale e privi del principio attivo trastuzumab, non possono essere considerati né sicuri né efficaci, e non devono pertanto essere utilizzati”.

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)