Etichettatura nutrizionale, il Ministro Patuanelli ribadisce il rifiuto del Nutriscore

Etichettatura nutrizionale, il Ministro Patuanelli ribadisce il rifiuto del Nutriscore

Il Ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli, intervenuto al Consiglio Nazionale Coldiretti, si è espresso fermamente contro il sistema di etichettatura nutrizionale francese Nutriscore. Un sistema che dà, su 100 grammi di prodotto, una valutazione “a semaforo” dal rosso al verde e dalla A alle E.  Il verde scuro (con la A) rappresenta una valutazione positiva, il rosso (E) una valutazione negativa. In mezzo i giudizi intermedi.

Un tema caldo, su cui si dibatte in Europa ormai da tanto tempo. Infatti, nell’ambito della Strategia “Farm to Fork”, la Commissione Europea intende proporre, entro la fine del 2022, un’etichettatura nutrizionale obbligatoria e armonizzata, da posizionare sulla parte anteriore dell’imballaggio, per consentire ai consumatori di compiere scelte alimentari salutari.

“Non è accettabile che nel nostro Paese si passi a un sistema di etichettatura dove una bevanda zuccherina prodotta in laboratorio sia sempre più sana del nostro olio d’oliva, del nostro parmigiano – ha dichiarato il ministro Patuanelli. – Mi batterò con tutte le forze affinché il tema del Nutriscore venga abbandonato, perché è un danno enorme per il nostro settore, è un danno enorme per i cittadini. È un percorso che dobbiamo fare assieme in Europa, perché è lì che si gioca il futuro dell’agroalimentare italiano”.

“L’etichettatura francese Nutriscore è fuorviante, discriminatorio ed incompleto – ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. – L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e per questo non sono accettabili etichette semplicistiche che allarmano o scoraggiano il consumo di uno specifico prodotto, dall’extravergine di oliva al vino”.

Etichettatura nutrizionale, Nutriscore vs NutrInform

NutrInform Battery” è, invece, il nome del sistema di etichettatura nutrizionale alternativo proposto l’anno scorso dalle istituzioni italiane, contrarie al Nutriscore. Il sistema NutrInform, dopo il via libera dalla Commissione Europea, era stato poi introdotto in Italia tramite decreto, per un utilizzo facoltativo su base volontaria.

 

Etichettatura nutrizionale
Etichettatura nutrizionale, a batteria e Nutriscore

 

Il logo indica, in particolare, il contenuto di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale presente in una singola porzione di alimento. Il contenuto energetico è espresso sia in Joule che in Calorie, mentre il contenuto di grassi, grassi saturi, zuccheri e sale sono espressi in grammi.

Inoltre, all’interno del simbolo “a batteria” è indicata la percentuale di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale apportati dalla singola porzione, rispetto alle quantità giornaliere di assunzione raccomandata.

UNC: parole di Patuanelli condivise dai consumatori

Sulla questione è intervenuta anche l’Unione Nazionale Consumatori, esprimendo apprezzamento per le parole del ministro Patuanelli.

No a Nutriscore e a tutte le etichette prive di basi scientifiche. I consumatori hanno bisogno di una corretta informazione, mentre i colori ideati dai francesi semplificano il messaggio, creando evidenti distorsioni”, ha affermato Agostino Macrì, responsabile dell’Area sicurezza alimentare di UNC.

“Il calcolo del sistema Nutriscore è basato su 100 grammi di prodotto e non sulla porzione effettiva che si consuma, penalizzando così quelli che si utilizzano in piccola quantità, come l’olio extravergine di oliva, che avrebbe un colore vicino al rosso anche se in pratica ne basta un cucchiaio per condire un’insalata”, aggiunge Macrì.

“Al consumatore va data una corretta informazione, come la percentuale di grassi, calorie, zuccheri che sono contenuti nella porzione di prodotto che si sta consumando, rispetto al fabbisogno giornaliero complessivo”, conclude.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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