Animalisti contro l'alimentazione forzata per produrre il foie gras (Fonte immagine Animal Equality Italia)
Foie gras, animalisti: basta con l’alimentazione forzata
Appello degli animalisti: intervenire a livello europeo contro lo sfruttamento di milioni di anatre e oche nell’industria del foie gras
L’appello ufficiale delle organizzazioni per la protezione degli animali rivolta al Ministro Lollobrigida chiede d’intervenire a livello europeo contro lo sfruttamento di milioni di anatre e oche nell’industria del foie gras. La produzione di foie gras tramite alimentazione forzata in Italia è vietata dal 2001, ma avviene ancora in cinque dei 27 Stati dell’Unione europea: Francia, Ungheria, Bulgaria, Spagna e Belgio.
Si tratta di un prodotto di nicchia venduto ancora oggi in Europa e nel nostro Paese, che provoca la sofferenza estrema di milioni di animali in Europa, dove vengono prodotte più di 19mila tonnellate di foie gras, circa il 90% della produzione globale.
Una lettera ufficiale ancora in attesa di risposte e provvedimenti
Sono sei le associazioni animaliste partecipanti (Animal Equality, Animalisti Italiani, Essere Animali, LAV, LNDC Animal Protection e OIPA) che commentano così la situazione:
“È inaccettabile che l’Unione europea continui a permettere che una pratica così atroce venga perpetrata nei confronti di milioni di animali allevati. Il foie gras, venduto come un’eccellenza culinaria, viene prodotto sfruttando animali torturati e malati. Ora il Ministro Lollobrigida deve tornare a far sentire la voce dell’Italia in Europa sul tema: il governo precedente si era già schierato ufficialmente contro il requisito dei pesi minimi del fegato di anatre e oche, mentre 84 europarlamentari, 15 dei quali italiani e appartenenti a ogni schieramento politico, nel giugno 2023 hanno presentato un’interrogazione scritta per superare l’utilizzo una volta per tutte del “gavage”.
“La fase di alimentazione forzata detta “gavage”, può portare oche e anatre a passare in pochi giorni da un peso di 4 a 7 chili. Il loro fegato è di fatto affetto da una patologia che si chiama “steatosi epatica” e consiste nell’accumulo eccessivo di grasso all’interno delle cellule. Quando durante la macellazione il loro fegato viene estratto, pesa tra i 550 e i 700 g, ovvero da 7 a 10 volte in più rispetto al peso normale). Ora il Ministro dimostri la sua determinazione e ascolti la richiesta di migliaia di cittadini che si sono schierati contro l’alimentazione forzata”.

