Inflazione, stime Istat: più 1,2% a novembre. UNC: rincari top per cacao, caffè e cioccolato (Foto Pixabay)
Inflazione, stime Istat: più 1,2% a novembre. UNC: rincari top per cacao, caffè e cioccolato
L’Istat stima che l’inflazione a novembre aumenta dell’1,2% su base annua, stabile rispetto a ottobre. Rallenta il carrello della spesa ma aumentano su base mensile i prezzi dei prodotti alimentari. Ancora su i prezzi di cacao, caffè e cioccolato
Il carrello della spesa rallenta ancora un po’. Mentre l’inflazione su base annua aumenta dell’1,2%, stabile rispetto a ottobre. L’Istat ha diffuso oggi le stime preliminari sull’inflazione a novembre: i prezzi al consumo diminuiscono dello 0,2% su base mensile e aumentano dell’1,2% su base annua (come nel mese precedente).
I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (il cosiddetto carrello della spesa) rallentano e passano da +2,1% di ottobre a +1,9% stimato per novembre, mentre i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto accelerano leggermente (da +2,1% a +2,2%).
L’andamento dell’inflazione, alimentari a più 2,3%
Alcune voci continuano ad avere andamenti di prezzo superiori all’indice generale. Sono i prezzi al consumo per servizi ricettivi e di ristorazione (+3,3%), i prodotti alimentari e bevande analcoliche, che segnano + 2,3%, i prezzi dell’istruzione, che aumentano dell’1,5%, quelli relativi a servizi sanitarie e spese per la salute a più 1,7%. Ma i prezzi dei servizi ricettivi sono in calo rispetto a ottobre (meno 2,4%) mentre i prodotti alimentari aumentano sul mese dello 0,5%.
Spiega l’Istat: “A novembre 2025, secondo le stime preliminari, l’inflazione rimane stabile all’1,2%, come sintesi dei diversi andamenti degli aggregati di spesa: rallentano i prezzi degli Alimentari non lavorati (+1,4% da +1,9%), quelli degli Energetici regolamentati (-3,3% da -0,5%) e quelli di alcune tipologie di servizi, in particolare i trasporti (+0,8% da +2,0%); l’accelerazione dei prezzi degli Alimentari lavorati (+2,7% da +2,5%) si associa all’attenuata flessione di quelli degli Energetici non regolamentati (-4,4% da -4,9%) e dei Beni durevoli (-0,1%, da -0,8%). Si riduce il tasso di crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” (+1,9% da +2,1%), mentre l’inflazione di fondo si attesta al +1,8% (da +1,9%)”.
Rincarano i prodotti alimentari
Analizzando i dati nel dettaglio, l’Unione Nazionale Consumatori evidenzia i numeri dei prodotti alimentari che in un solo mese, da ottobre a novembre, aumentano dello 0,5%. Così come diminuiscono alcune voci meno gettonate nel mese di novembre perché più legate alla dimensione delle vacanze.
“L’inflazione tendenziale stabile è solo un’illusione ottica – spiega il presidente dell’UNC Massimiliano Dona – Vuol dire, infatti, che non c’è nessun miglioramento e che i prezzi continuano a salire allo stesso ritmo di prima. L’unica buona notizia, in teoria, è che i prezzi scendono dello 0,2% su base mensile. Peccato, però, che non sia così per le spese obbligate, come i Prodotti alimentari e le bevande analcoliche che in appena un mese decollano dello 0,5%, 5 volte il rialzo di ottobre pari allo 0,1%. Un balzo a dir poco allarmante e preoccupante”.
“Insomma, – prosegue Dona – l’inflazione congiunturale scende dello 0,2%, ma a trainare la riduzione sono voci come i Servizi ricettivi e di ristorazione, che segnano il calo maggiore, -2,4%, ma che nel mese di ottobre non sono certo utilizzati dai consumatori non essendo un mese di vacanze, mentre il carrello della spesa sale dello 0,4% su ottobre, quando in precedenza aveva segnato una variazione mensile nulla. Insomma, in teoria va meglio ma in pratica va sempre peggio”.
Al top dei rincari cacao, caffè e cioccolato
Nella top ten dei rincari annui sui prodotti alimentari, ai primi posti ci sono sempre cacao, caffè e cioccolato, ormai diventati quasi un lusso, soggetti ad aumenti record che le analisi collegano a un mix di fattori climatici, economici e speculativi.
Cacao e cioccolato guidano i rincari annui con +21,1% su novembre 2024, al secondo posto c’è il Caffè con +18,8% e al terzo il Cioccolato con +9,3%.

