Pesca sostenibile, MSC: in Italia aumenta il volume di prodotti ittici certificati sostenibili

Pesca sostenibile, MSC: in Italia aumenta il volume di prodotti ittici certificati sostenibili (fonte immagine: MSC)

Il mondo consuma sempre più prodotti ittici e il mercato dei prodotti da pesca sostenibile fa significativi passi in avanti. Tuttavia aumenta anche il sovrasfruttamento delle specie, secondo gli ultimi dati FAO riportati dall’organizzazione non profit MSC Marine Stewardship Council, in occasione della conferenza “Oceani Resilienti. Il ruolo della pesca sostenibile e della filiera ittica nella risposta al cambiamento climatico”, che fa il punto sulla salute degli Oceani e sulla pesca sostenibile.

Pesca sostenibile, a che punto siamo?

Come detto, il consumo di prodotti ittici è in aumento, secondo la FAO. Dagli anni ’50 a oggi si passa, infatti, da 6 kg a 21 kg di consumo pro-capite all’anno. In particolare, come spiegato da Pierluigi Carbonara, ricercatore e biologo marino per COISPA – “i piccoli pelagici come l’acciuga e i tunnidi sono tra le specie di pesci maggiormente pescate, mentre tra i molluschi troviamo i calamari, ma anche meduse e cetrioli di mare sono sempre più richiesti”.

Tuttavia – prosegue – “anche se si stima che per circa il 40% delle popolazioni ittiche non ci siano dati sufficienti per valutarne lo stato di salute, il trend è chiaro: la quota di popolazioni ittiche sovrasfruttate, ovvero pescate oltre la propria capacità di riproduzione, è in aumento (dal 10% degli anni ’70 al 35,4% del 2019). Solo meno del 10% è sfruttato entro i propri limiti biologi, mentre il 70% è sfruttato al limite della propria capacità”.

Nel corso della Conferenza, l’Organizzazione ha mostrato anche gli ultimi dati sulla pesca sostenibile. Il nuovo Annual Report di MSC mostra, in particolare, i progressi che MSC, insieme a tutti gli stakeholder che partecipano al programma MSC per la pesca sostenibile, ha portato nella pesca e nel mercato dei prodotti ittici sostenibili, a beneficio della salute degli oceani.

Le catture da attività di pesca coinvolte nel programma MSC sono rimaste al di sopra delle 15 milioni di tonnellate, e rappresentano il 19% di tutte le catture di pesce globali: di queste, 15% sono certificate, 2% in valutazione e 2% sono state sospese perché non più conformi ai criteri dello Standard.

 

pesca sostenibile

 

Dalla nascita dell’organizzazione nel 1997 fino al 31 marzo 2022, le attività di pesca certificate secondo lo Standard MSC hanno implementato 2.087 miglioramenti concreti del proprio operato, che sono andati a protezione di specie in pericolo, minacciate e protette (ETP), della salute dello stato della popolazione ittica e di ecosistemi e habitat, o a beneficio della gestione, della governance e della politica della pesca.

Importanti passi avanti nella sostenibilità si registrano anche sul mercato globale, dove il numero di prodotti a marchio blu è passato dai 100 del 2002 ai 20.447 nel 2022, presenti in oltre 60 Paesi del mondo.

La sostenibilità ittica in Italia

Anche il mercato italiano si sta dimostrando molto dinamico. Secondo i dati presentati da MSC il volume di prodotti ittici certificati sostenibili è quasi raddoppiato negli ultimi anni, superando le 52 mila tonnellate a marzo 2022.

Le categorie che presentano il maggior numero di prodotti a marchio blu sono quella dei surgelati e delle conserve, ma una presenza interessante si rivela anche nel pet food, nei piatti pronti e nei freschi confezionati.

MSC: urge una risposta al cambiamento climatico

Secondo MSC, dunque, la pesca sostenibile e la filiera ittica hanno un ruolo centrale nella risposta al cambiamento climatico.

“Il 2022, con la sua estate più calda e asciutta degli ultimi 200 anni in Europa, ci sta facendo vedere il mondo che verrà – ha affermato Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana e direttore della rivista Nimbus – Il Mediterraneo ha registrato una temperatura media più alta di 5 gradi che ha stressato enormemente la fauna ittica autoctona e ha favorito specie aliene, come quelle tropicali che arrivano dal canale di Suez, che, come ha avvertito l’ISPRA, sono spesso tossiche e invasive: parliamo del pesce palla maculato, del pesce scorpione e del pesce coniglio scuro e striato. E questo è solo l’antipasto, perché il riscaldamento globale è destinato ad aumentare”.

 

 

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