Pizza e bibita sempre più care (Foto Pixabay)
Pizza e bibita, c’era una volta il mito del pasto a buon prezzo
Altroconsumo ha messo a confronto il costo di pizza e bibita in 30 città. Forti rincari negli anni, scricchiola il mito della pizzeria che mette insieme convivialità e accessibilità economica
C’era una volta la pizza pasto “popolare”, quella che metteva tutti d’accordo per una serata all’insegna della socialità: pizza e bibita in famiglia, o fra gli amici, accontentavano tutti sia per la tavola sia per il portafoglio. Oggi però non è più così. Anche pizza e bibita risentono di forti rincari, molto differenziati fra le città, ma col risultato unico di rendere sempre più rare i pasti e gli indirizzi economici. Insomma: trovare pizza e bibita a dieci euro è diventato un miraggio.
Pizza e bibita sempre più care
L’analisi su 30 città italiane, fatta da Altroconsumo, mostra che il costo medio ha raggiunto i 12 euro, con un incremento del 4,4% nell’ultimo anno, e di circa il 26% rispetto al 2021. Ma attenzione perché dietro al costo medio ci sono le differenze fra una pizzeria e l’altra anche nella stessa città, con differenze fra il prezzo minimo e quello massimo che arrivano anche al triplo. Comprensibile se si considera che anche la pizza è diventata gourmet.
“È il segno di una crescente polarizzazione economica dell’offerta – spiega Altroconsumo – Ciò significa che la pizza non è più solo un prodotto popolare: riflette differenze di qualità, di indirizzo e di posizionamento, come le proposte gourmet”.
I rincari fanno scricchiolare “il mito della pizzeria che mette d’accordo convivialità e accessibilità”, spiega ancora Altroconsumo. I dati aggiornati dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe del ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano il cambiamento, mostrando non solo aumenti diffusi ma anche “un’Italia profondamente diseguale, dove in una stessa città una pizza con bibita può costare anche il triplo a seconda del locale scelto”.

Cambiano i prezzi e il “volto” della pizza
Fra le città selezionate da Altroconsumo, le più care non sono né Milano né Venezia. Al vertice spiccano Bolzano (in media 15 euro per pizza e bibita), Palermo e Sassari (entrambe poco più di 14,50 euro). Trento e Firenze si confermano nella fascia alta. Mentre Roma (11,45 euro) resta una capitale gastronomica tutto sommato accessibile. Il grosso delle città si concentra nella fascia tra i 10 e i 12 euro, anche se la soglia dei 12 euro (media dell’intero campione) viene ormai superata con sempre maggiore frequenza. Sotto i 10 euro resistono soltanto pochi baluardi della convenienza, in particolare Reggio Calabria e Livorno.
C’è però una forte variabilità di prezzo fra le pizzerie, anche nella stessa città. Palermo, spiega Altroconsumo, è il caso più clamoroso, dal momento che tra il prezzo minimo e quello massimo c’è una differenza vertiginosa: si va da 9 a 28 euro, praticamente più del triplo. A Milano la forbice va da 8 a 22,50 euro, a Firenze da 8,50 a 20 euro.
Il conto in pizzeria continua a crescere molto più velocemente rispetto all’inflazione: +4,4% rispetto allo scorso anno. A Udine sfiora addirittura il 13%, ma anche a Bari e Pescara supera la soglia della doppia cifra. Si avvicinano invece pericolosamente a quest’ultima Roma e Brescia.
Tra le città che mostrano rincari significativi c’è Napoli, patria indiscussa della pizza, in cui si registra un balzo del 7,8%. I dubbi vengono spazzati via se si confrontano i prezzi di pizza e bibita di oggi col 2021. Palermo guida la classifica, con un rincaro del 60% in cinque anni; Napoli segue al 51%; Sassari, Bolzano e Udine segnano aumenti tra il 38 e il 43%.
“Dietro i numeri – spiega Altroconsumo – ci sono le ragioni di filiera che ormai puntualmente si invocano (come i rincari energetici e delle materie prime), ma anche qualcosa che ha meno a che fare con il ciclo economico. La pizzeria di quartiere, per decenni presidio della convivialità tricolore e rifugio economico delle serate in famiglia, sta cambiando pelle. E con essa cambia anche il volto di una delle poche, semplici abitudini che abbiamo sempre considerato al riparo da tutto”.

