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Rincari alimentari, dieci prodotti pesano per 215 euro in più nel carrello della spesa (fonte foto: pixabay)

Rincari alimentari, dieci prodotti pesano per 215 euro in più nel carrello della spesa

L’UNC calcola i rincari alimentari che pesano sulle famiglie. Ci sono dieci voci che, da sole, pesano per 215 euro l’anno nel carrello della spesa di una famiglia tipo: servono oltre 52 euro in più l’anno per i vegetali, 35 euro per la frutta fresca, 22 euro per il pane

Ci sono dieci prodotti alimentari che da soli, a causa dei rincari, pesano quasi 215 euro in più l’anno nel carrello della spesa. Una famiglia tipo spende in media quasi 53 euro in più l’anno per verdura e vegetali, quasi 35 euro in più per la frutta fresca, quasi 29 euro in più per il pollame, 22 euro in più per il pane e una ventina di euro aggiuntivi per la pasta. È la top ten dei rincari alimentari analizzata dall’Unione Nazionale Consumatori sulla base dei dati Istat.

L’associazione ha stilato la classifica dei prodotti alimentari che ad aprile hanno registrato i maggiori rincari annui e le voci che più pesano sul carrello della spesa “tipo”, che a prescindere dai rincari delle singole voci aumenta per i generi alimentari più comuni.

E così, ad esempio, se la top 20 dei rincari vede al primo posto l’olio non di oliva che, complice la guerra in Ucraina, aumenta di oltre il 63% in un anno, seguito dalla farina a più 17,2% e dal burro a più 15,7%, il carrello dei prodotti che caratterizzano la spesa tipo delle famiglie è composto da dieci voci che, anche se singolarmente rincarano meno, tutte insieme pesano per quasi 215 euro in più l’anno.

 

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UNC, top ten rincari annui spesa aggiuntiva aprile 2022

 

I rincari alimentari nel carrello della spesa

«Al 1° posto della top ten i Vegetali freschi che pur con un’inflazione “solo” del 12%, costano 52 euro e 80 cent in più su base annua – analizza l’UNC –Al 2° posto la frutta fresca, in 12° posizione quanto a crescita dei prezzi, ma con un aggravio pari a 34,80 euro, al 3° posto il pollame, +28,70 euro nei dodici mesi. Appena fuori dal podio il pane, +22 euro, seguito a ruota dalla pasta (+20,70 euro) e dal pesce fresco (+16,30 euro)».

Nel carrello della spesa tipo ci sono quasi 15 euro in più per l’olio diverso da quello di oliva, 9,20 euro di acqua minerale, 7,40 euro per la farina e 7,30 euro per l’olio di oliva.

«Questi soli dieci prodotti determinano una stangata annua pari a 214,10 euro», calcola l’UNC.

Su prodotti alimentari e bevande analcoliche, stima l’Istat ad aprile, pesa un’inflazione al 6,7% su base annua. «Tradotto in termini di aumento del costo della vita – spiega l’UNC – significa, per una coppia con due figli, una spesa aggiuntiva annua pari a 502 euro solo per mangiare e bere, per una coppia con 1 figlio la stangata per cibo e bevande è pari a 451 euro, 549 euro per una coppia con 3 figli, 373 per una famiglia tipo. Ma alcuni prodotti hanno segnato incrementi a dir poco allarmanti».

La top 20 dei rincari alimentari secondo l’UNC

Da qui la top 20 dei rincari sulle singole voci, descritta dall’associazione.

Il record spetta all’olio diverso da quello di oliva che esplode del 63,5%. Questa voce risente dell’effetto Ucraina e delle restrizioni all’import dell’olio di girasole e segna un balzo del 34,3% in appena un mese, il primato per i beni alimentari. Al secondo post della top 20 la farina che vola del 17,2% su aprile 2021 e al terzo posto il burro che sale del 15,7% in un anno. Il simbolo della cucina italiana, la pasta (fresca, secca e preparati di pasta) si posiziona quarta per rincari e si impenna del 14,1%. Seguono il pollame che svetta del 12,2%, i vegetali freschi diversi da patate e altri tuberi (+12%), al settimo posto i frutti di mare freschi (+10,2%).

Anche l’UNC segnala il caso dei gelati, che già sono rincarati del 9,5%. Nelle prime dieci posizioni ci sono anche le uova (+9,3%) e i succhi di frutta e verdura (+8,9%). Rincarano anche il pane fresco e confezionato  con +8,4% e ancora frutta fresca (+7,8%). Nella top 20 ci sono anche pesce, patatine fritte, wurstel e salsicce, carne ovina e caprina (c’è stata Pasqua di mezzo), riso, olio di oliva, acqua minerale, conserve e zucchero.


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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