Sprechi alimentari

Sistemi alimentari, il cibo fra insicurezza alimentare e diete sostenibili

Cibo e sistemi alimentari sono al centro del dibattito mondiale. Fra insicurezza alimentare, impatto ambientale della produzione e del consumo di cibo e ruolo delle multinazionali, da una parte, e dei consumatori dall’altra (seppur estremamente sbilanciato). Si svolgerà a Roma presso la Fao, dal 26 al 28 luglio, il pre-vertice sui sistemi alimentari che getta le basi per un altro appuntamento, il Vertice Onu sui sistemi alimentari, previsto a New York il prossimo settembre.

Intorno a questo appuntamento non mancano le proteste, prime fra tutte quelle di organizzazioni internazionali e regionali della società civile, associazioni di piccoli produttori e allevatori, comunità indigene ed esperti vari che contestano il ruolo delle multinazionali dell’agroindustria all’interno del summit quale «pericolosamente pervasivo e dominante».

 

 

Sistemi alimentari e fame

Il quadro nel quale ci si muove è quello di un aggravamento di fame e insicurezza alimentare in tutto il mondo. Anche per le conseguenze della pandemia.

Nel 2020 fra 720 e 811 milioni di persone hanno sofferto la fame lo scorso anno. Sono i numeri di Sofi 2021, lo Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo, diffuso qualche giorno fa. Più di 2,3 miliardi di persone (pari al 30% della popolazione mondiale) non hanno avuto accesso in maniera continuativa durante l’anno a risorse alimentari adeguate.

Il cibo, anche quest’anno, continua a essere al centro del dibattito mondiale, ricorda allora la Fondazione Barilla. Da una parte ci sono i milioni di persone che soffrono la fame, situazione aggravata con la pandemia. Dall’altra ci sono le conseguenze di sistemi alimentari che creano insicurezza e sono poco sostenibili.

«Se da una parte il Covid-19 è stata una delle principali cause di questa situazione – dice la Fondazione Barilla a partire dai numeri dell’insicurezza alimentare – dall’altra parte va considerato che i nostri sistemi alimentari contribuiscono anche alle emissioni totali nette di gas serra (fino al 37%) e all’ impronta idrica dell’umanità (del 92%) aggravando l’insicurezza alimentare globale. Se nei prossimi 9 anni continueremo a produrre e consumare cibo come fatto finora, contrastare gli alti tassi di mortalità e malattie non trasmissibili connessi alla dieta ci costerà ogni anno oltre 1.300 miliardi di dollari, mentre i costi connessi alle emissioni di gas a effetto serra associati ai correnti pattern alimentari ce ne costeranno oltre 1.700, ovvero poco meno della ricchezza prodotta in un anno in Italia».

Sistemi alimentari e diete sostenibili

Oltre all’impegno di istituzioni e aziende, sul versante dei consumatori (quello più quotidiano) hanno un peso le scelte alimentari.

«Puntare su diete sane e sostenibili può fare la differenza: può ridurre drasticamente i costi sanitari e ambientali della società – afferma la Fondazione Barilla – In Italia, l’adozione quotidiana di questo tipo di diete potrebbe portare, in un solo anno, a un risparmio di 14 milioni di tonnellate di CO2 eq. (pari alle emissioni di un volo aereo con 200 passeggeri che compia più di 16 mila viaggi intorno al mondo) e a 11 miliardi di m3 di impronta idrica (pari a metà del volume idrico del lago di Como)».

Fare bene anche al Pianeta, insomma.

 

insalata
Nella dieta della quarantena più frutta, verdura e legumi. E più dolci

 

Un decalogo per diete sane

L’appello a scelte alimentari sane e sostenibili significa adottare nella pratica comportamenti più consapevoli nella spesa, nel cibo, nel suo consumo e nella sua organizzazione. Meno sprechi, più consapevolezza delle informazioni presenti sulle etichette, menu con meno carne e più legumi. Ecco ad esempio il decalogo messo a punto dalla Fondazione Barilla per “fare bene al Pianeta” a partire dalla tavola.

  1. Non buttare gli avanzi: puoi congelarli o, se non sono più commestibili, puoi usarli per migliorare la fertilità del terreno del tuo giardino o orto.
  2. Fai la spesa con intelligenza: pianifica i tuoi acquisti alimentari e acquista solo ciò che ti serve.
  3. Non giudicare il cibo dall’aspetto: frutta e verdura “brutte” sono solitamente buone e meno costose.
  4. Usa il tuo frigorifero e congelatore con saggezza: organizza il cibo per data di scadenza, in modo che quello più vicino alla scadenza sia più visibile e possa quindi essere consumato prima; organizza gli alimenti per settore, in modo che gli stessi tipi di alimenti siano posizionati vicini tra loro.
  5. Impara a leggere le etichette: “usare entro” significa che il cibo può essere consumato in sicurezza entro quella data specifica, mentre “da consumarsi preferibilmente entro” significa che non ci sono rischi per la salute nel mangiare un dato alimento anche oltre la data di scadenza.
  6. Prediligi alimenti di origine vegetale: non solo per motivi di salute, ma anche perché possono ridurre l’impatto ambientale della produzione alimentare.
  7. Segui una dieta varia: un piatto vario in tavola significa varietà in agricoltura.
  8. Aumenta l’assunzione di cereali integrali: riso integrale, orzo, avena, mais e segale hanno alti benefici nutrizionali, richiedono meno energia e acqua per produrre la stessa quantità di cibo.
  9. Aumenta l’assunzione di legumi: un consumo moderato di legumi fornisce fibre e sostituisce le proteine animali con quelle di origine vegetale, a beneficio dell’ambiente.
  10. Riduci il consumo di carni rosse e processate (es. insaccati e salumi): nel settore agricolo, l’allevamento di animali da carne è tra le attività a più alto impatto ambientale.

Overshoot Day

L’importanza di intervenire sui sistemi alimentari e sulla loro sostenibilità emerge anche da un appuntamento prossimo, non certo esaltante: l’Overshoot Day, la giornata in cui l’umanità consuma interamente le risorse prodotte dal pianeta durante l’anno.

Quest’anno arriverà il 29 luglio. In pratica in quella data, stimano gli esperti, avremo consumato tutte le risorse naturali che la Terra è in grado di produrre in un anno. Da quel momento, l’umanità sarà ufficialmente “in debito” con il Pianeta.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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