“Spesso buono oltre”, l’Europa propone di aggiornare la scadenza degli alimenti (Foto di (Joenomias) Menno de Jong da Pixabay)

L’Europa si muove verso un aggiornamento delle date di scadenza sui prodotti alimentari. E propone di inserire, in aggiunta al termine minimo di conservazione “da consumarsi preferibilmente entro il”, anche la dicitura “spesso buono oltre il”.

La Commissione europea ha presentato infatti agli esperti degli Stati una proposta di revisione delle norme sulla data di scadenza degli alimenti con l’intento di combattere lo spreco alimentare. In etichetta verrà dunque aggiunta la scritta “Spesso buono oltre” in aggiunta a “da consumarsi preferibilmente entro”. La modifica è contenuta nella bozza dell’atto delegato su cui Bruxelles è al lavoro. (Rai News).

“Spesso buono oltre”

Secondo la Commissione, spiega Rai News, «l’aggiunta è opportuna per ridurre lo spreco alimentare, perché consente “una migliore comprensione della data di scadenza“, influenzando “il processo decisionale dei consumatori in merito all’opportunità di consumare o eliminare un alimento”. Secondo la bozza del provvedimento, “la maggior parte dei consumatori non comprende appieno la distinzione tra le etichette ”da consumare entro” – come indicatore di sicurezza – e “da consumarsi preferibilmente entro” – come indicatore di qualità» (RaiNews).

Quella della Commissione europea è dunque una misura che si inserisce nel contesto della lotta allo spreco alimentare, con “57 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari (127 chili per abitante)” che ogni anno vengono prodotti nella e Ue e che costano circa 130 miliardi di euro (Rai News).

A stretto giro è arrivato il commento di Coldiretti, per la quale eventuali aggiunte in etichetta che aiutano a fare acquisti consapevoli sono positive «purché siano chiare e ben comprensibili, senza ingenerare confusione. È infatti importante – dicono gli agricoltori – mantenere in etichetta il Termine Minimo di Conservazione (TMC) riportato con la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro” che indica la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue caratteristiche organolettiche e gustative, o nutrizionali. Tanto più ci si allontana dalla data del TMC, tanto più non sono più garantiti dal produttore i requisiti di qualità del prodotto, quale il sapore, odore, fragranza, ecc».

Lo spreco alimentare in Italia

La lotta allo spreco alimentare risulta sempre più urgente. Secondo i dati diffusi dall’ultimo Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher, in Italia si gettano in media 524,1 grammi pro capite di cibo a settimana, circa 75 grammi al giorno, oltre 27 kg l’anno. Lo spreco alimentare domestico risulta in calo del 12% in un anno ma vale quasi 6,5 miliardi di euro, 11,63 miliardi euro se si tiene conto anche del valore energetico del cibo sprecato.


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