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L'Enpa dice basta alla tortura del secchiello

Il rispetto per gli animali si insegna da piccoli. Per tutti gli animali. Anche al mare, fra granchietti, meduse e pesciolini, quello che ai più sembra un gioco innocuo – raccoglierli con retini, metterli in un secchiello, poi “liberarli” prima di tornare a casa – è per loro una vera tortura. È una condanna a morte perché nel secchiello, fra l’altro, la temperatura diventa rovente in poco tempo.

Perché insegnare ai bambini la “tortura del secchiello” invece di giochi più educativi e rispettosi del mare e del mondo marino?

 

 

 

Enpa: basta ai giochi con gli animali marini

La campagna lanciata dall’Enpa (Ente nazionale protezione animali) per l’estate 2020 si concentra sulle attività in spiaggia e sui bambini, per dire « basta ai giochi con gli animali marini» e insegnare il rispetto per l’ambiente e gli animali già da piccoli e già sulla riva del mare. A partire da quel gioco che (ahinoi) parecchi abbiamo fatto e che talvolta sembra tramandarsi di generazione in generazione. Raccogliere granchietti, pesciolini, gamberetti col retino e metterli nel secchiello sotto l’ombrellone o in riva al mare. Lanciare una gara fra bambini a chi ne cattura e raccoglie di più.

«Pochi sanno – dice l’Enpa – che tutti gli animali, compresi gli abitanti del mare come meduse, pesci o molluschi, sono protetti e non si possono catturare né imprigionare, neanche temporaneamente! Infatti è un reato ai sensi del Codice Penale articolo 544 bis e ter».

L’associazione ha dunque lanciato una campagna, con un video dedicato e un vademecum in sei punti, in cui ribadisce perché è importante dire basta ai giochi con gli animali marini ed insegnare ai bambini fin da piccoli il rispetto per l’ambiente e gli animali.

Basta alla tortura dei secchielli: sei motivi per smettere

1) Prendere un granchio, una stella marina o qualsiasi altro animale del mare e metterli nel secchiello equivale a una loro morte certa, anche una volta liberati! L’acqua dentro il secchiello raggiunge infatti alte temperature velocemente, senza che i bimbi possano rendersene conto. Quaranta gradi possono essere fatali per gli abitanti del mare!

2) Per granchi, meduse e pesciolini vittime dei retini i secchielli rappresentano una vera e propria tortura. Eppure lasciamo che i nostri bimbi li catturino e li tengano al sole tranquillamente, magari girandoli con le palette o con i rastrelli. Ci chiediamo: insegnereste ai vostri figli volontariamente come torturare un animale?

3) I bambini che rispettano gli animali, tutti gli animali anche quelli che vivono nel mare, sono adulti migliori. Tra i tanti ad affermarlo, anche uno studio dei ricercatori dell’Università di Cambridge che sottolinea come l’amicizia con un animale sviluppi nel bambino il rispetto verso gli altri e la capacità di relazionarsi con il mondo in maniera equilibrata.

4) Gli animali del mare hanno tante storie da raccontare. Sapevate che le meduse sono tra i più antichi animali al mondo? E che le orche riescono a nuotare anche dormendo? Mentre metà cervello fa un pisolino l’altra metà rimane sveglia. E che per individuare i pesci un delfino emette fino a 1000 click al secondo? E che i polpi hanno il sangue blu e tre cuori, uno dei quali smette di battere quando nuotano?

5) Esistono modi più divertenti ed educativi di giocare in mare. Foto subacquee, la gara a chi trova e vede più abitanti del mare, raccogliere conchiglie sulla spiaggia, scoprire i fondali con la maschera. Sono solo alcuni degli esempi delle mille attività che si possono fare nel rispetto del mare e dei suoi abitanti.

6) Il mare e gli oceani coprono il 70% del pianeta e producono il 50% dell’ossigeno che respiriamo. Rispettare il mare e i suoi abitanti è rispettare noi stessi e le persone che amiamo.

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