La Commissione Europea ha fissato dei target troppo basi se si intende davvero raggiungere gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi. Legambiente ha commentato così la notizia della proposta di regolamento approdata in Commissione. L’Europa dimostri con i fatti la leadership nell’azione climatica globale rivendicata a Parigi e si impegni a ridurre veramente le sue emissioni complessive di almeno il 55% entro il 2030 rispetto al 1990”, dicono dall’associazione ambientalista.
Secondo il Rapporto di Ecofys per il Parlamento europeo, solo con il raggiungimento congiunto degli obiettivi del 30% di rinnovabili e del 40% di efficienza energetica si realizzerebbe una riduzione delle emissioni climalteranti del 54%. Un obiettivo ambizioso ma raggiungibile sia dall’Europa che dall’Italia, e “indispensabile non solo per dare gambe all’Accordo, ma soprattutto per contribuire allo sviluppo di un’economia europea a basse emissioni di carbonio. La sola in grado di farci vincere la triplice sfida climatica, economica e sociale, creando nuove opportunità per l’occupazione e la competitività delle imprese europee. Una sfida che l’Europa e l’Italia non possono fallire”, dichiara Mauro Albrizio, direttore dell’Ufficio Europeo di Legambiente.
Legambiente ricorda che in Europa ci sono tutte le condizioni per poterlo fare. Legambiente, inoltre, ribadisce che per adeguare gli impegni attuali, è indispensabile prevedere nel regolamento un meccanismo di revisione automatica dei target nazionali (al momento non previsa dalla proposta adottata oggi dalla Commissione) in modo da semplificare la procedura legislativa e attuare tempestivamente la revisione degli impegni che nel 2018 l’Europa è chiamata ad assumere nell’ambito dell’Accordo di Parigi.


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