Emergenza roghi, Soil4life: stop alla pratica della bruciatura dei residui vegetali

Emergenza roghi, Soil4life: stop alla pratica della bruciatura dei residui vegetali

Un disastro immane, quello causato dagli incendi che hanno colpito il Montiferru in Sardegna, azzerando la biodiversità, distruggendo interi ecosistemi, carbonizzando boschi secolari, sterminando animali: dai mammiferi agli uccelli, dagli insetti agli anfibi e ai rettili. Enormi porzioni di paesaggio sono ormai irriconoscibili.  Un disastro anche per l’agricoltura, la pastorizia e le persone coinvolte. È la denuncia del WWF.

Il fuoco, che nelle ultime 48 ore ha devastato l’oristanese (circa 20 mila gli ettari interessati dal fuoco) non ha risparmiato nemmeno l’olivastro millenario di Cuglieri, di cui oggi non restano che rami anneriti e fumanti.

“Dobbiamo smettere di pensare ai nostri boschi solo dopo che si verificano immani tragedie come questa, con costosi interventi straordinari o emergenziali. È necessario investire sulla prevenzione attraverso una quotidiana gestione e cura del territorio – ha dichiarato Carmelo Spada, Delegato WWF per la Sardegna -. Appena terminata l’emergenza dovranno essere accertate le responsabilità e puniti i colpevoli e si dovranno adottare tutte le misure previste dalla legge per il ripristino dell’ambiente come il divieto di pascolo e di caccia”.

L’uomo responsabile del 96% degli incendi

Come emerge dal report WWF “Mediterraneo in fiamme”, in Italia, nel 2020, si sono verificati 7 incendi che hanno coinvolto aree estese oltre 500 ettari, il più grande dei quali ha bruciato oltre 3.000 ettari nella provincia di Trapani alla fine di agosto.

Inoltre, dal 1° gennaio e fino al 14 luglio, EFFIS (European Forest Fire Information System) ha registrato in Italia 157 roghi con superficie maggiore di 30 ettari, mentre la media annua tra il 2008 e il 2020 si attesta a 66. Nello stesso arco di tempo la superficie totale incendiata ammonta a 26.931 ettari.

I roghi – osserva il WWF – hanno essenzialmente una componente umana: in media, l’uomo è responsabile del 96% degli incendi, che possono essere accidentali, causati da negligenza o generati intenzionalmente. Solo il 4% è dovuto a cause naturali“.

Tra le cause, anche l’aumento degli usi non agricoli dello spazio rurale – ricreazione, trasporto, vacanza, sub-urbanizzazione – che facilitano l’innesco di fuochi accidentali e non. E poi, ancora, la pratica di bruciare per “gestire” i campi, o la fiamma per cucinare all’aperto.

 

Scano di Montiferro (Incendio in Sardegna)
Scano di Montiferro

 

Determinante è, inoltre, l’aumento significativo delle temperature medie globali provocate dal cambiamento climatico.

“La maggiore incidenza di fenomeni climatici estremi – dovuti al cambiamento climatico – interagisce con i cambiamenti socio-economici e con l’uso del suolo in Italia e in tutto il Mediterraneo”, spiega il WWF.

Il Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC) prevede, in Italia, un incremento del rischio – nei prossimi decenni – superiore al 20% in tutti gli scenari climatici, e un allungamento della stagione degli incendi compreso tra 20 e 40 giorni. Questi fenomeni potranno determinare in Italia un aumento delle superfici percorse dai roghi compreso tra il 21% e il 43%, a seconda dello scenario considerato.

Le 5 raccomandazioni del WWF per ridurre i rischi

Queste le raccomandazioni del WWF per ridurre il rischio e l’incidenza degli incendi nel Mediterraneo:

  • ridurre l’alto tasso di incidenti e porre fine all’impunità, attraverso la prevenzione e le condanne agli incendiari.
  • Ridurre l’infiammabilità del paesaggio attraverso piani di prevenzione efficaci e la mappatura delle aree a rischio.
  • Migliorare le capacità di difesa civile, attraverso il miglioramento del coordinamento delle emergenze e l’educazione alla cultura del rischio.
  • Migliorare la governance della gestione degli incendi, potenziando il coordinamento della prevenzione e della soppressione.
  • Contrastare efficacemente la crisi climatica, riducendo le emissioni di gas serra e aumentando la capacità di assorbimento di foreste e altri ecosistemi.

Il WWF chiede, inoltre, di accelerare la transizione energetica verso un futuro senza combustibili fossili (carbone, petrolio e gas) e di varare il piano nazionale di adattamento, nonché i piani regionali.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

1 thought on “Emergenza incendi, WWF: solo il 4% è dovuto a cause naturali

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