Emergenza roghi, Soil4life: stop alla pratica della bruciatura dei residui vegetali

Emergenza roghi, Soil4life: stop alla pratica della bruciatura dei residui vegetali

In Italia volge al termine l’ennesima estate segnata dall’emergenza roghi, migliaia di ettari di aree boschive e vegetazione in fumo. Ad innescare decine di incendi, certamente, c’è la mano delle attività criminali ma anche pratiche agricole tra cui la bruciatura di stoppie e residui di colture nei campi. È questa la denuncia dei partner del progetto europeo Soil4life, cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea, di cui Legambiente è ente capofila.

“Bruciare le stoppie dei campi dopo il raccolto – spiegano i partner – è giustamente vietato dalla legge nazionale, ma numerose sono le regioni che consentono, con blande prescrizioni, l’uso del fuoco come pratica ordinaria per ‘pulire’ campi e boschi dai residui delle coltivazioni”.

I partner del progetto europeo Soil4life, impegnati nella difesa di una risorsa vitale e non rinnovabile come il suolo, hanno quindi scritto e inviato una lettera aperta al ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli per chiedere un’inversione di tendenza ed un immediato intervento sull’argomento.

Emergenza roghi, la lettera di Soil4Life

Il progetto Soil4life è attivo nella difesa del suolo attraverso la sensibilizzazione di cittadini, professionisti e agricoltori sui temi del degrado del suolo e sulla sua gestione sostenibile. Non solo informazione e sensibilizzazione di cittadini e mondo della scuola, ma anche formazione rivolta ad agricoltori e professionisti affinché si diffonda il ricorso a buone pratiche agronomiche per migliorare la salute del suolo.

 

emergenza roghi

 

“Quello che dovrebbe essere un divieto perentorio – sottolineano i partner del progetto – necessario a prevenire l’inquinamento atmosferico, il degrado del suolo e il rischio di propagazione di incendi, diventa una norma facile da aggirare. E, non di rado, la bruciatura di stoppie e residui di colture agricole sfugge al controllo favorendo l’innesco di incendi di foresta, di incolti o di campi agricoli.

Un fattore che, insieme alla criminalità ambientale, spiega il primato europeo che l’Italia quest’anno detiene quanto a superfici percorse dal fuoco dei roghi.

“Ci siamo rivolti al ministro Patuanelli con una lettera aperta perché, in vista della nuova programmazione dei fondi PAC, dia un segnale forte alle regioni che serva a metter fine a pratiche che non hanno più ragion d’essere: la bruciatura di stoppie e residui vegetali non ha motivazioni agronomiche e deve lasciare il posto a tecniche agricole più evolute, che non espongano a rischi di incendi e che consentano di preservare la fertilità del suolo”, dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, che ha siglato la lettera aperta in rappresentanza del vasto partenariato di organizzazioni che fanno parte del progetto europeo Soil4Life, di cui Legambiente è ente capofila.

Le organizzazioni partner di Soil4Life chiedono, dunque, al Ministro Patuanelli di sviluppare, nell’ambito del nuovo Piano Strategico per l’utilizzo dei fondi della PAC post 2022, misure di sostegno che aiutino le aziende agricole non solo ad abbandonare sistemi dannosi come la bruciatura delle stoppie, ma anche ad aderire a pratiche in grado di conseguire risultati efficaci in termini di conservazione della sostanza organica del suolo, indispensabile alleata degli agricoltori nella lotta alla desertificazione.

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