Green Deal europeo, oggi le proposte della Commissione UE per ridurre le emissioni

Green Deal europeo, oggi le proposte della Commissione UE per ridurre le emissioni

È stata presentata oggi la Carta per la neutralità climatica delle green city, in occasione della 4° Conferenza Nazionale delle green city, realizzata dal Green City Network (la rete promossa dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile), in collaborazione con il GSE e con il supporto di CONOU.

La Carta, già sottoscritta da 45 città, comprende una quarantina di misure, suddivise per 5 obiettivi strategici, che spaziano dall’utilizzo delle risorse del PNRR per progetti con ricadute sul clima alle riqualificazioni energetiche di edifici pubblici e privati; dall’utilizzo di elettrodomestici ad alta efficienza e la promozione di sistemi mini e microeolici alla diffusione delle migliori soluzioni progettuali bioclimatiche passive; dall’elettrificazione della mobilità urbana alla promozione della bioeconomia rigenerativa, che non genera emissioni di gas serra e contribuisce a recuperare aree dismesse e tutelare i suoli agricoli.

E, ancora, alle progettazioni ispirate da modelli circolari che puntino su rigenerazione, recupero, riutilizzo all’incremento dei parchi, dei giardini, delle dotazioni di alberature stradali, di pareti e coperture verdi per facilitare l’ assorbimento di carbonio.

“È necessario che anche le città italiane si impegnino di più per il clima – ha sottolineato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. – La Carta per la neutralità climatica delle green city fornisce alcune indicazioni che possono essere molto utili per aggiornare questo impegno, che può essere anche un’occasione di riqualificazione della qualità ecologica delle città e di rilancio dello sviluppo sostenibile locale”.

Neutralità climatica, obiettivi strategici e misure

Questi, in sintesi, gli obiettivi strategici ed alcune delle misure per avviare le città alla neutralità climatica, discussi durante la Conferenza Nazionale delle green city.

1- Promuovere un nuovo protagonismo delle città per la transizione alla neutralità climatica. Per raggiungere questo obiettivo le città dovrebbero, in particolare, utilizzare al meglio le nuove possibilità di realizzare progetti locali con ricadute sul clima e rendere espliciti e valorizzare, oltre ai vantaggi per il clima, anche eventuali altre ricadute per il benessere e l’occupazione.

 

Presentata oggi la Carta per la neutralità climatica delle green city
Presentata oggi la Carta per la neutralità climatica delle green city

 

2 – Aumentare l’impegno per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili, riducendo i consumi complessivi di energia entro il 2030 di almeno il 15% rispetto a quelli pre-pandemia e tagliando di circa il 40% i consumi di combustibili fossili, arrivando al 40% di fonti rinnovabili a fine decennio, con le rinnovabili elettriche che dovranno coprire il 70% della produzione. Per rispettare questo quadro le città dovranno, tra l’altro, definire programmi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici e di quelli privati, con particolare attenzione agli aggregati edilizi a scala di condominio o di isolato; definire misure contro gli sprechi di energia.

3 – Puntare su una mobilità urbana più sostenibile con meno auto. Le città dovranno quindi definire un piano per la mobilità sostenibile integrata con la pianificazione urbana, precisando gli obiettivi, con particolare riferimento alla riduzione dell’uso dell’auto privata; favorire il modal shift e la sharing mobility; estendere le zone pedonalizzate; facilitare la riduzione degli spostamenti.

4 – Promuovere l’economia circolare decarbonizzata. Le città dovranno promuovere tra i cittadini consumi consapevoli che non danneggino il clima; sostenere la transizione delle imprese locali verso modelli circolari e nei miglioramenti di efficienza energetica; promuovere la bioeconomia rigenerativa e la diffusione di pratiche agro-ecologiche e biologiche; ridurre la produzione di rifiuti.

5-Aumentare gli assorbimenti di carbonio. Gli assorbimenti di carbonio nei suoli, nei sistemi forestali e nelle infrastrutture verdi, entro il 2050, dovrebbero almeno raddoppiare rispetto ai livelli attuali, per compensare le emissioni incomprimibili e consentire un bilancio di emissioni nette pari a zero. Le città dovrebbero, quindi, tutelare i suoli come serbatoi di carbonio e puntare ad azzerare il consumo di nuovo suolo, facendo fronte ai fabbisogni con il migliore utilizzo delle aree già urbanizzate; recuperare, bonificare, rinaturalizzare suoli, aree urbane e periurbane degradate; valorizzare la biodiversità nelle città.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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