Riforma concessioni balneari, soddisfatti Legambiente e Touring Club Italiano

Riforma concessioni balneari, soddisfatti Legambiente e Touring Club Italiano

“Una buona proposta che permette finalmente di ragionare del futuro delle spiagge italiane per puntare su qualità, sostenibilità e accessibilità per tutti”. Questo il commento di Legambiente e Touring Club Italiano sull’emendamento al Dl Concorrenza formulato ieri dal Governo sul tema delle concessioni balneari.

Tra i principali punti – si apprende dall’Ansa – “concessioni assegnate tramite gara dal 2024, tutela degli investimenti fatti, considerazione per gli imprenditori che nei cinque anni precedenti hanno utilizzato lo stabilimento come principale fonte di reddito e massima partecipazione di microimprese, piccole imprese ed enti del terzo settore”.

E poi, ancora, “adeguato equilibrio tra le aree demaniali in concessione e le aree libere o libere attrezzate, ma anche un giusto rapporto tra tariffe proposte e qualità del servizio per tutti, anche per i disabili. E l’accesso al mare gratuito garantito a tutti con la previsione di una costante presenza di varchi”.

Concessioni balneari, Legambiente e Touring Club: importante passo avanti

Le misure contenute nella proposta rappresentano dunque, per Legambiente e TCI, un importante passo in avanti.

“Consentono finalmente di avere maggiore trasparenza sull’annosa questione delle concessioni balneari nel nostro Paese – spiegano – fissando dei paletti chiari rispetto agli obiettivi di sostenibilità ambientale, a garanzia della presenza in ciascun Comune di spiagge libere, della loro accessibilità e di un’offerta di qualità in linea con le aspettative dei tanti turisti italiani e stranieri che torneranno nei prossimi mesi sulle nostre coste”.

 

stabilimenti balneari

 

“Un provvedimento che – affermano – tutela non soltanto chi offre di più in termini economici, ma che nell’affidamento di nuove concessioni tiene conto anche di quelle piccole realtà aziendali che rispondono a questi fondamentali criteri”. In tal senso, sottolineano le due associazioni, “sarà importante aprire un confronto sui decreti attuativi, per definire i criteri più efficaci per il raggiungimento delle finalità dichiarate”.

Legambiente ricorda, quindi, la Prassi UNI sugli stabilimenti accessibili e sostenibili, messa a punto in collaborazione con le principali associazioni di categoria del settore balneare. Un lavoro unico in Europa che definisce le linee guida e gli elementi necessari agli operatori per un’offerta di qualità, utile riferimento per definire quei criteri di premialità ambientale che devono essere alla base dei bandi per le nuove concessioni.

La situazione italiana, ricordano ancora Legambiente e TCI, “rimane tutt’oggi un’anomalia nel panorama europeo, a causa di una pressoché totale assenza di spiagge libere in diversi territori costieri dalla Penisola, come evidenziato anche nel rapporto Spiagge 2021, con i casi limite di Emilia-Romagna, Liguria e Campania, dove si registra quasi il 70% dei lidi occupati da stabilimenti balneari”.


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