GSE, nel 2020 oltre 15 miliardi destinati alla sostenibilità

GSE, nel 2020 oltre 15 miliardi destinati alla sostenibilità

La “rivoluzione energetica” in Italia ha il volto di esperienze quali le comunità energetiche e di autoconsumo collettivo (Legambiente racconta diverse storie di innovazione) ma anche quello del ritardo con cui procedono i grandi impianti delle rinnovabili.

Lo scorso anno sono stati installati solo 112 MW in più del 2019. Le rinnovabili «continuano a crescere in maniera troppo lenta», dice Legambiente. L’associazione ha presentato oggi il dossier Comunità rinnovabili 2021, che analizza lo scenario della generazione distribuita nel territorio italiano e lo sviluppo dei nuovi modelli energetici.

 

 

La rivoluzione energetica in Italia

«La rivoluzione energetica ha preso il via sul territorio, nonostante nel 2020 le fonti rinnovabili siano cresciute a ritmi decisamente inadeguati rispetto a quanto l’Italia potrebbe e dovrebbe fare per rispettare i suoi impegni di riduzione delle emissioni climalteranti», dice Legambiente.

Fra configurazioni di comunità energetiche da fonti rinnovabili e autoconsumo collettivo, sono 30 le esperienze censite da Legambiente e in grado di soddisfare i fabbisogni energetici di realtà con caratteristiche e necessità anche molto diverse tra loro. Un movimento tutt’altro che lento, a dispetto delle installazioni dei grandi impianti, che ancora una volta stentano a decollare: appena sopra al GW di potenza complessiva installata nel 2020, 112 MW in più del 2019.

«Le Comunità energetiche – dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente – rappresentano non solo uno strumento ideale per contribuire in modo concreto alla lotta contro la crisi climatica, ma anche uno strumento fondamentale contro la povertà energetica che oggi riguarda oltre 2 milioni di famiglie della Penisola. Inoltre rispetto ai bonus energetici previsti dal Governo, energia elettrica, gas e acqua, portano un ruolo attivo, comunitario e consapevole di chiunque entri a far parte della Comunità energetica, accelerando così anche quella necessaria campagna di informazione e formazione sui temi centrali come questi. Il raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici, però, non passa solo dalle comunità energetiche. Queste dovranno essere accompagnate da politiche di spinta di impianti da fonti rinnovabili più grandi, di dimensioni variabili in grado non solo di contribuire al bilancio energetico del nostro Paese fino al raggiungimento dell’obiettivo emissioni zero nette, ma anche, associate a sistemi di accumulo, di garantire flessibilità e sicurezza alla rete, e insieme all’idrogeno verde di decarbonizzare i settori più energivori  e difficili come il settore chimico, petrolchimico, cartiere e una parte dei trasporti a lunga gittata».

 

 

 

Rinnovabili, lenta crescita

Le rinnovabili continuano ad aumentare in modo lento. Pessime le performance di solare ed eolico, tecnologie che dovrebbero dare il maggior contributo al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione.

«Non si arriva al GW di potenza complessiva con i 765 MW di solare fotovoltaico installati nel 2020 (appena 15 MW in più rispetto al 2019) e i 185 di eolico (73 MW in più rispetto al 2019) – dice l’associazione – Di questo passo, gli obiettivi di decarbonizzazione risultano irraggiungibili al 2030 e al 2040. Considerando un obiettivo complessivo di 70 GW di potenza al 2030 tra solare fotovoltaico ed eolico e la media di installazione degli ultimi tre anni per le stesse fonti (circa 513 MW), il nostro Paese raggiungerà il proprio obiettivo di istallazioni tra 68 anni».

I numeri generali delle rinnovabili dicono che in Italia gli oltre 1,1 milioni di impianti da fonti rinnovabili sono in grado di soddisfare il 37,6% dei consumi elettrici totali del Paese e il 19% dei consumi energetici complessivi, attraverso un mix di tecnologie finalizzate alla produzione di energia elettrica e/o termica presente in tutti i Comuni italiani.

Sono 3.493 i Comuni già 100% elettrici, quelle realtà dove la produzione elettrica da rinnovabili supera i fabbisogni delle famiglie residenti, e 40 i Comuni 100% rinnovabili dove il mix delle fonti rinnovabili è in grado di coprire sia i fabbisogni elettrici che termici delle famiglie residenti.

«La storia delle fonti rinnovabili nel nostro Paese – dice Katiuscia Eroe, responsabile Energia di Legambiente –  è abbastanza chiara: in assenza di regole certe, trasparenti e in grado di coniugare le esigenze energetiche con quelle dei territori, garantendo il non ripetersi di errori fatti in tutti in tutti i settori sarà difficile superare le barriere non tecnologiche, le paure dei cittadini e delle amministrazioni locali».

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