L’agricoltura italiana soffre, forse più degli altri settori economici, una grave crisi strutturale. Gli agricoltori sono sempre più condizionati dagli elevati costi produttivi, mentre i loro redditi continuano a subire pesanti diminuzioni. E’ improrogabile ormai l’introduzione di interventi strutturali e misure necessarie a tutelare e rilanciare il settore che possono trovare una prima risposta concreta nella legge Finanziaria in discussione in questi giorni al Parlamento.Questo è il senso dei sit-in promossi dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura, Copagri, Legacoop/Agroalimentare e Agci/Agricoltura ed iniziati oggi a Roma davanti alla Camera dei Deputati, dove è cominciata la discussione della manovra economica. I sit-in, che proseguiranno sempre in piazza Montecitorio, l’1, il 2 e il 12 dicembre prossimi rappresentano un’iniziativa decisa all’indomani della grande manifestazione dell’8 novembre, a Bologna, per dare seguito al programma di sensibilizzazione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica sui problemi dell’agricoltura italiana.

Lo scenario è reso ancora più complesso da una riforma della previdenza agricola che tarda ad essere approvata e dagli elevati costi previdenziali che pesano in maniera opprimente sull’attività delle imprese. "Gli imprenditori agricoli italiani – affermano Cia, Confagricoltura, Copagri, Legacoop/Agroalimentare e Agci/Agricoltura – devono sopportare oneri che sono ampiamente superiori a quelli degli altri paesi dell’Unione europea. Sono oneri che negli ultimi tempi sono cresciuti in maniera preoccupante e che rischiano di pregiudicare la stessa vitalità delle aziende e avere risvolti negativi anche sul fronte occupazionale".

Da qui la richiesta delle Organizzazioni agricole e cooperative di predisporre, nell’ambito della finanziaria, misure di sgravio per i contributi pregressi, di interventi tesi ridurre i costi per le aziende, a riordinare le prestazioni temporanee e ad incentivare l’emersione del lavoro irregolare.
Inoltre, le organizzazioni hanno evidenziato la necessità che la diminuzione dei costi sostenuti oggi dalle imprese agricole sia sostenuta da una opportuna revisione della contribuzione antinfortunistica che attualmente risulta essere il doppio della media degli altri settori produttivi. Gli agricoltori sollecitano, infine, il ripristino delle risorse destinate a favorire l’innovazione, le assicurazioni contro le calamità atmosferiche e un pacchetto di interventi per incentivare la produzione di energia da biomasse al fine di incentivare alternative concrete alle coltivazioni tradizionali.

 

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