È dedicata alla comunicazione la Settimana Mondiale dell’Allattamento Materno 2011. Informare e comunicare sui temi legati all’allattamento non è affatto semplice e spesso finisce per veicolare l’idea che allattare sia un’attività speciale, riservata a poche donne fortunate. Per ribadire che si tratta di un’attività normale e naturale, e per evidenziare l’importanza di tale pratica, le associazioni per il sostegno all’allattamento hanno realizzato quest’anno una pubblicazione scaricabile online volta a rendere più efficace la comunicazione dei temi relativi all’allattamento.

"Allattamento: bada a come parli e bada a come scrivi. Perché quello che dici e scrivi fa cultura!": questo il titolo della pubblicazione, disponibile fra l’altro sul sito dell’Ibfan, che intende rendere più efficace la comunicazione in questo campo. "Non c’è dubbio – spiegano i promotori dell’iniziativa in una nota – che l’allattamento materno offra lo standard adeguato per il cucciolo umano dal punto di vista nutrizionale e che sia una delle pratiche di salute maggiormente sostenibili al mondo. Allattare è importante anche per le donne e le protegge contro il cancro al seno e altre malattie. Nonostante questo, in molte parti del mondo si lotta ancora contro tassi molto bassi di allattamento esclusivo e continuato, e l’Italia non fa eccezione. Perché si è creato un divario fra ciò che sappiamo e ciò che effettivamente accade e cosa possiamo fare per ridurlo? I Governi locali e nazionali – continuano i promotori – stanno cercando risposte alle crescenti disuguaglianze di salute e difficoltà economiche, e più volte si ribadisce a livello teorico che l’allattamento è la risposta: sostenibile, alla portata di tutti e a basso costo". L’obiettivo della pubblicazione è ambizioso: quello di veicolare, anche attraverso il linguaggio, una nuova cultura dell’allattamento.

Basti leggere uno dei suggerimenti che i redattori della pubblicazione danno, dopo aver preso in esame anche l’impatto delle pubblicità che veicolano l’immagine di una donna sempre patinata e perfetta (anche se la maternità comporta inevitabilmente nottate in piedi e una forma fisica, almeno all’inizio, non certo da modella): "Un primo efficace proposito che i comunicatori potrebbero quindi assumere potrebbe essere smettere da subito di parlare di allattamento "al seno" e di "latte artificiale". L’allattamento è uno solo, ed esiste solo al seno, non esiste l’allattamento con biberon; e anche il "latte" artificiale non esiste, esiste l’alimentazione artificiale e la formula, gli alimenti per lattanti, i sostituti del latte materno".

Fra gli obiettivi di questa edizione della Settimana, che si chiude il 7 ottobre, c’è quello di "incoraggiare le comunità e le aziende sanitarie a usare la tecnologia per raggiungere il maggior numero di persone con informazioni riguardanti l’allattamento" e di "sensibilizzarle riguardo i conflitti di interesse che potrebbero sorgere quando gli enti che ottengono profitto dalla vendita e dalla distribuzione dei prodotti che rientrano nel campo di applicazione del Codice internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno promuovono l’allattamento al seno".


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