Si è svolta oggi a Trento una conferenza stampa sulla straordinaria produzione di mele trentine, con la partecipazione, tra gli altri del Presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai e del direttore generale di Legambiente Francesco Ferrante; si è parlato nell’incontro dell’alta qualità del prodotto, coltivato con metodi rigorosamente biologici, a garanzia del rispetto ambientale e della salute dei consumatori.

Il direttore generale di Legambiente ha così commentato: "I risultati della prova sperimentale del 2004 che ha coinvolto i primi 50.000 quintali di prodotto commercializzato a marchio "Mela di campo", hanno dimostrato la grande attenzione e il gradimento dei consumatori e che questo obiettivo può essere raggiunto attraverso una sinergia di intenti tra tutti gli attori della filiera e gli indirizzi indicati dalle istituzioni, come appunto la Provincia. Entro il 2006, circa 200.000 quintali di mele della Op Paganella risulteranno aderenti ai requisiti del disciplinare LAIQ. Un risultato molto importante per noi, ma credo anche per i consumatori e i produttori, che valorizza l’impegno dell’azienda in un contesto che, a livello nazionale, risulta invece sempre più oscuro. Il risultato di questo sforzo va quindi valorizzato affinché possa essere imitato su tutto il territorio nazionale".

Legambiente consiglia al consumatore di optare per i prodotti controllati e certificati della nostra nazione. Le analisi effettuate ogni anno proprio dall’Agenzia per la protezione ambientale di Trento, rivelano infatti -si legge nella nota – la presenza di residui di pesticidi, spesso anche di più d’uno contemporaneamente, su diversi campioni di frutta e verdura in gran parte proveniente dall’estero. E’ il caso dell’uva da tavola (proveniente da Namibia, Argentina, Spagna, Sudafrica, Cile), per esempio, risultata – lo scorso anno – sempre "fuori legge" per la presenza di sostanze chimiche vietate o in percentuali superiori a quelle consentite, mentre le analisi condotte sulle mele, hanno offerto un risultato più rassicurante (nessun campione irregolare), registrando comunque la presenza minima di residui chimici su alcuni campioni (un residuo in 14 campioni; più residui contemporaneamente in 11 casi su 32 totali).

"La globalizzazione – ha dichiarato Roberto Paternoster, direttore commerciale della OP Paganella – impone continui confronti con produzioni meno virtuose ma spesso più allettanti sotto il profilo del prezzo. Il nostro ruolo allora, richiede una costante ricerca di nuove soluzioni per garantire all’agricoltore una corretta remunerazione e un supporto alla sua attività; attività fondamentale anche per la tutela del territorio e dell’ambiente. Da qui nasce la Mela di Campo, un marchio semplice, perfetta espressione dei principi della campagna di Legambiente per l’agricoltura italiana di qualità".

Le azioni concrete messe in campo dalla OP Paganella:
-Garantire che le produzioni di mele a marchio MELA di CAMPO siano nettamente separate, in ogni fase del processo produttivo, dal frutteto al prodotto finito, dalle produzioni convenzionali.
-Accettare ulteriori controlli finalizzati a monitorare tutte le fasi della coltivazione, della produzione e della lavorazione, effettuati da organismi esterni che si avvalgono di laboratori di fiducia per analisi avanzate.
-Perseguire l’obiettivo di produzione di mele a marchio MELA di CAMPO con residuo chimico. sotto il limite di rilevabilità.
Nello scorso anno, 2004/2005, il consorzio ha commercializzato circa 50.000 ql di mele a marchio LAIQ. Nel corso della stagione 2005/2006, circa 200.000 quintali di mele potranno fregiarsi del logo di Legambiente. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’ufficio stampa Legambiente al tel.349.0597187.

 

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