TUTELA CONSUMATORI. Servizi finanziari, la voce dei Consumatori al G20
Il G20 si muove per una ripresa economica e per una maggiore tutela finanziaria dei consumatori. Nell’ultimo Summit, che si è tenuto a Seoul l’11 e il 12 novembre 2010, Consumers International ha ottenuto l’inclusione nel piano d’azione futuro del G20 di una maggiore tutela, trasparenza ed educazione dei consumatori nei servizi finanziari. Help Consumatori ha approfondito la questione con Luisa Crisigiovanni, direttrice di Altroconsumo, l’Associazione dei consumatori italiana che, insieme ad Acu, fa parte di Consumers International.
Che cosa è stato incluso nel piano d’azione futuro del G20?
I Capi dei Governi che si trovano a prendere le decisioni per far funzionare l’economia internazionale sono stati convinti da noi (Associazioni dei consumatori di almeno 100 Paesi nel mondo) del fatto che l’economia non può funzionare bene se non ci sono delle buone regole per la tutela finanziaria dei consumatori. Se i consumatori non hanno la possibilità di compiere scelte informate, premiando quei servizi finanziari che fanno le migliori performances, se non ci sono regole sulla trasparenza e se non si investe sull’educazione finanziaria dei consumatori, l’economia non funziona. I quattro pilastri che sono stati inseriti nel piano d’azione sono appunto educazione finanziaria del consumatore, trasparenza, scelta informata e regole di protezione finanziaria contro le frodi o altri errori simili. Non vogliamo che si ripetino situazioni come quelle che abbiamo vissuto negli ultimi due anni e per far questo è fondamentale un aumento di consapevolezza e di rispetto delle regole.
Come agisce Consumers International?
Consumers International è un’Associazione internazionale che raggruppa 220 Associazioni di ben 115 paesi di tutto il mondo. E’ nata nel 1960 e quest’anno compie 50 anni. Consumers International identifica quelle che sono le priorità su cui lavorare: qualche anno fa, ad esempio, abbiamo lavorato insieme sul problema dell’obesità. Abbiamo organizzato un monitoraggio di quanto cibo spazzatura ci fosse sulle tavole dei consumatori; abbiamo condotto un test simultaneamente in molti paesi sui cereali per la prima colazione ed abbiamo scoperto che quello che pensiamo essere un cibo salutare, se è arricchito con grassi e zuccheri, non è più salutare, anzi diventa un’abitudine dura a morire soprattutto per i più piccoli che vengono attirati dalla pubblicità. La campagna più recente di Consumers International è proprio questa sui servizi finanziari, nata da una previa consultazione delle Associazioni di tutto il mondo. Altroconsumo ha proposto al CNCU di aderire a questa campagna e il Presidente del CNCU, Stefano Saglia, ha colto il messaggio ed ha scritto una lettera al Ministro Tremonti che ha rappresentato l’Italia al G20.
Al consumatore si può dare una speranza che la politica si sta muovendo per una sua maggior tutela?
C’è una spinta sovranazionale a metabolizzare la crisi, trasformandola in un’opportunità. Se ci hanno venduto dei prodotti finanziari poco trasparenti non può essere solo un problema di scarsa informazione del consumatore, ma è anche un problema di regole che non sono state rispettate. I prodotti in questione erano camuffati e spostavano soltanto sul più debole la responsabilità di società malgestite o poco controllate. Certamente quello che siamo riusciti a fare al G20 è un fatto importante: abbiamo fatto prendere consapevolezza ai capi politici che ci siamo. La difficoltà maggiore quando si rappresentano interessi diffusi e non di una specifica categoria è quella di essere incisivi. Non siamo le banche e abbiamo meno mezzi per farci sentire e far pesare la nostra voce. Ma da questa campagna possiamo trarre una lezione: se tutte le Associazioni e organizzazioni aderiscono ad una campagna, cioè se si allarga la base, la pressione aumenta.
Quali sono le prossime tappe?
La prossima riunione del G20 sarà a febbraio 2011 in Francia e noi ci saremo perché non basta quello che abbiamo fatto. Dobbiamo far in modo che questa pressione continui finché non vengono prese realmente delle decisioni che contrastano le frodi finanziarie e aumentano la severità sull’applicazione delle norme di trasparenza e di protezione dei consumatori.
di Antonella Giordano

