Bollette a 28 giorni, MDC rilancia la campagna per chiedere i rimborsi (Foto Pixabay)

Il Movimento Difesa del Cittadino rilancia la campagna per chiedere il rimborso delle bollette a 28 giorni. Una saga andata avanti per anni, dall’ormai lontano 2017, e ora arrivata a un punto decisivo. A febbraio infatti la Corte di Cassazione (con sentenza 4182) ha bocciato l’ultimo ricorso presentato da Telecom Italia sulla pratica della fatturazione a 28 giorni per i servizi di telefonia fissa e mobile.

“La decisione, che conferma una sentenza del Tribunale di Milano del 2021, segna la vittoria definitiva per i diritti dei consumatori e pone fine a una pratica ingiusta che ha penalizzato circa 12 milioni di utenti”, spiega MDC, che rilancia la campagna “SOS bollette a 28 giorni” e invita tutti i consumatori interessati a richiedere i rimborsi spettanti, seguendo le procedure indicate dai singoli operatori.

Bollette a 28 giorni, la saga in sintesi

La vicenda delle bollette a 28 giorni è nel tempo diventata una sorta di telenovela.

Ricorda l’avvocato Francesco Luongo, esperto e portavoce di MDC: «Nel 2017, le maggiori compagnie telefoniche avevano deciso di emettere la fatturazione ogni 28 giorni e le bollette del telefono fisso (o offerte congiunte fisso mobile) diventavano 13 all’anno con un aumento dei costi per gli utenti stimato nell’8,6% pari a circa 1,19 miliardi di euro».

Ne è scaturita una vicenda durata anni, con l’azione dell’Agcom che ha stabilito il criterio della compensazione dei giorni “erosi”, i ricorsi delle compagnie telefoniche al Tar del Lazio, la decisione del Consiglio di Stato sul diritto degli utenti a essere rimborsati e sul criterio automatico delle compensazioni.

A giugno 2023 si è pronunciata anche la Corte di giustizia dell’Unione europea.

Per la Corte Ue “non è contraria al diritto dell’Unione la normativa italiana che attribuisce all’Agcom il potere di imporre, da un lato, agli operatori di servizi di telefonia mobile una periodicità di rinnovo delle offerte commerciali e una periodicità di fatturazione non inferiore a quattro settimane, e dall’altro, agli operatori di servizi di telefonia fissa una periodicità di rinnovo di tali offerte e una periodicità di fatturazione mensile o plurimensile.

Oltre all’illecito cartello accertato dall’Antitrust, che aveva multato Fastweb, TIM, Vodafone e Wind Tre, MDC ricorda che dopo la sollevazione dei consumatori il Governo fu costretto a varare una legge ad hoc per evitare tali abusi (la Legge 172/17) mentre l’Agcom a sua volta, oltre ad aver dichiarato la fatturazione illegittima con la Delibera 121/17/CONS, con la successiva  Delibera n. 269/18/CONS l’Agcom imponeva alle compagnie telefoniche di posticipare le fatture per un numero di giorni pari a quelli ‘erosi’ dalla fatturazione a 28 giorni.

A chi spetta il rimborso per le bollette a 28 giorni?

“A ogni utente – ricorda Mdc – che nel periodo tra il 23 giugno 2017 e il 5 aprile 2018 abbia ricevuto fatture per servizi di telefonia fissa da parte degli operatori Vodafone, Wind Tre e Fastweb e ogni cliente di TIM che abbia ricevuto tali fatture tra il primo aprile 2017 e il 5 aprile 2018.”


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