Al via in Calabria il progetto di Banco dell’energia con il contributo di Edison

Al via in Calabria il progetto di Banco dell’energia con il contributo di Edison (Fonte immagine: Pixabay)

Sono 100 le famiglie di Reggio Calabria in condizione di vulnerabilità economica e sociale, che rischiano di non poter accedere a un paniere minimo di beni e servizi energetici, a cui verranno destinate risorse per il pagamento delle bollette, lampadine LED a basso consumo, e che saranno affiancate con un’attività di formazione sulla consapevolezza energetica. Questo il progetto di Banco dell’energia Onlus, l’organizzazione senza scopo di lucro promossa da A2A e dalle sue Fondazioni AEM, ASM e LGH, reso possibile grazie al contributo di Edison.

Oltre al contributo per il pagamento delle bollette, che prevede un accompagnamento e un sostegno economico per un accesso all’energia sempre più inclusivo nei confronti delle famiglie in difficoltà, e alla donazione di lampadine a basso consumo da parte di Signify, Banco dell’energia svilupperà nei prossimi 9 mesi anche azioni volte alla promozione di comportamenti orientati al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale attraverso l’organizzazione di corsi formativi – incontri one to one tra le famiglie coinvolte e TED (Tutor per l’Energia Domestica) – per prevenire o risolvere situazioni di povertà energetica.

Povertà energetica, l’indagine di Banco dell’energia

Il progetto si inserisce in un quadro particolarmente drammatico, come dimostra l’indagine effettuata da Ipsos per Banco dell’energia, con l’obiettivo di monitorare l’evoluzione della percezione del fenomeno della povertà energetica presso la popolazione italiana, con focus sul Sud Italia.

Dall’indagine emerge che quasi un italiano su quattro crede di essere all’apice dell’emergenza (13%) o che il peggio debba ancora arrivare (10%). Al Sud questa convinzione è più radicata (14%). Il problema percepito come più grave e urgente è l’occupazione/economia (43% sul totale Italia), un dato sensibilmente più elevato per i residenti al Sud e Isole, con il 57%. E sempre al Sud troviamo maggiore insoddisfazione per quanto riguarda la qualità della vita nella propria zona di residenza.

Se infatti il 70% degli italiani si dichiara soddisfatto della propria qualità di vita, questa percentuale scende al 62% al Sud. Allo stato attuale, il 56% degli italiani si dichiara poco o per nulla soddisfatto della propria condizione economica, un dato in crescita negli ultimi 6 mesi, così come in crescita è la preoccupazione legata al costante aumento dei prezzi (che tocca ormai oltre 8 italiani su 10). Tra le motivazioni, la difficoltà di fare i conti con l’aumento del costo della vita, il non potersi permettere certe spese, la sensazione di preoccupazione per il futuro perché le spese correnti non consentono di accumulare risparmio.

 

banco dell'energia

 

In particolare, secondo quanto emerso dall’indagine, Energia/gas e carburanti, oltre ai prodotti alimentari, sono le categorie di spesa su cui la quasi totalità degli italiani ha registrato aumenti, con percentuali elevatissime (sopra l’80%).

In tema crisi energetica, quasi un italiano su tre si aspetta che le richieste di risparmio energetico saranno, nell’imminente futuro, molto rilevanti per i cittadini, chiamati quindi a farsi carico in prima persona della situazione. In generale, quasi un intervistato su due (47%) si aspetta che gli italiani, nell’inverno alle porte, ridurranno realmente i propri consumi di energia.

Il 7,5% delle famiglie vive in povertà assoluta

A questi dati si aggiungono quelli sulla povertà assoluta, una condizione che – secondo i dati Istat 2021 elaborati da Ipsos – riguarda il 7,5% delle famiglie italiane (con un andamento tendenzialmente crescente negli ultimi 15 anni), una percentuale che arriva al 10% se ci si concentra sulle famiglie del Mezzogiorno. Inoltre il rischio di povertà o esclusione sociale riguarda circa un italiano su quattro (25,4%) e si alza drasticamente se ci concentriamo sul Sud e sulle Isole (41,2%).

Anche la povertà energetica è un fenomeno che segue queste tendenze. Ha un’incidenza crescente dal 2014 al 2018 (dato più recente: 8,8% delle famiglie italiane, fonte OIPE), e fortemente diversificato per area geografica. La situazione più preoccupante è al Sud e sulle isole, e dunque in Calabria, dove si stima che sia un fenomeno che può coinvolgere tra il 24% e il 36% delle famiglie (fonte rapporto OIPE 2020 ed elaborazioni Ufficio Studi CGIA su dati Istat e Rapporto OIPE 2020).

“La situazione di emergenza energetica che stiamo vivendo richiede una risposta di sistema che impegni tutti gli operatori del settore: è sentendo questa responsabilità che Edison ha aderito al Manifesto e sostiene l’iniziativa “Energia in periferia” in Calabria – dichiara Nicola Monti, Amministratore Delegato di Edison – È un contributo di solidarietà che si affianca a quelli attivati dagli altri player del Manifesto e alle altre iniziative che ci vedono impegnati, anche attraverso la Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale, nel supporto a tutte le forme di vulnerabilità”.

L’iniziativa, a cui collaborano anche Banco Alimentare, Adiconsum, Signify insieme a una rete di associazioni del territorio e che si inserisce nell’ambito di “Energia in periferia”, è stata presentata oggi a Reggio Calabria. Alla conferenza sono intervenuti il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, la vicepresidente della Regione Calabria Giuseppina Princi, il Presidente ANCI Calabria Marcello Manna, il Presidente di Ipsos Italia Nando Pagnoncelli, il Presidente di Banco dell’energia Marco Patuano, l’Amministratore Delegato di Edison Nicola Monti, il Presidente Nazionale di Adiconsum Carlo De Masi, l’Amministratore Delegato di Signify per Italia, Israele e Grecia, Carlos Alberto Loscalzo e l’arcivescovo di Reggio Calabria, Monsignor Fortunato Morrone.


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