Diritto alle cure, parte una iniziativa dei cittadini europei (ICE)

Diritto alle cure, parte una iniziativa dei cittadini europei (ICE)

La Commissione europea ha accettato la registrazione di una importante iniziativa dei cittadini europei (ICE) dal titolo “Diritto alle cure” (Right to cure), strettamente e direttamente correlata alla drammatica situazione di questi mesi di pandemia.

Gli organizzatori invitano l’Unione ad “anteporre la salute pubblica al profitto privato e a far sì che i vaccini e i trattamenti contro le pandemie siano un bene pubblico mondiale, liberamente accessibile a tutti”.

Accessibilità, condivisione, trasparenza

Gli obiettivi dell’iniziativa sono:

– garantire che i diritti di proprietà intellettuale, compresi i brevetti, non ostacolino l’accessibilità o la disponibilità di qualsiasi futuro vaccino o trattamento contro la COVID-19;
– garantire che la legislazione dell’UE in materia di esclusività dei dati e di mercato non limiti l’efficacia immediata delle licenze obbligatorie rilasciate dagli Stati membri;
– introdurre per i beneficiari di finanziamenti dell’UE obblighi giuridici di condivisione delle conoscenze, della proprietà intellettuale e/o dei dati relativi alla tecnologia sanitaria per la COVID-19 in un pool tecnologico o di brevetti;
– introdurre per i beneficiari di finanziamenti dell’UE obblighi giuridici di trasparenza dei finanziamenti pubblici e dei costi di produzione e clausole di trasparenza e di accessibilità unitamente a licenze non esclusive.

 

"Diritto alle cure", iniziativa dei cittadini europei
“Diritto alle cure”, iniziativa dei cittadini europei

Le valutazioni della Commissione Europea

La Commissione ritiene che l’iniziativa sia giuridicamente ammissibile, perché soddisfa le condizioni necessarie, e ha pertanto deciso di registrarla, ma in questa fase non l’ha ancora analizzata nel merito.

A partire dalla registrazione odierna, ed entro sei mesi, gli organizzatori possono avviare una raccolta di firme a sostegno dell’iniziativa, per la quale avranno a disposizione un anno. Se nell’arco dell’anno l’iniziativa riceverà un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno 7 Stati membri la Commissione dovrà reagire entro sei mesi, decidendo se dare o meno seguito alla richiesta e motivando in ogni caso la decisione.

Iniziativa dei cittadini europei, requisiti per l’ammissibilità

Prevista dal trattato di Lisbona come strumento per dare modo ai cittadini di influire sul programma di lavoro della Commissione, l‘iniziativa dei cittadini europei è stata varata ufficialmente nell’aprile 2012. Una volta registrata ufficialmente, l’iniziativa consente a un milione di cittadini provenienti da almeno un quarto degli Stati membri dell’UE di invitare la Commissione europea a proporre atti giuridici nei settori di sua competenza.

Per essere ammissibile, l’azione proposta non deve esulare manifestamente dalla competenza della Commissione a presentare una proposta di atto legislativo e non deve essere manifestamente ingiuriosa, futile o vessatoria né manifestamente contraria ai valori dell’Unione.

Sino ad oggi la Commissione ha registrato un totale di 75 iniziative dei cittadini e ne ha rifiutate 26.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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