Vacanze estive, i consigli degli esperti dell’Istituto Bambino Gesù

Vacanze estive, i consigli degli esperti dell’Istituto Bambino Gesù

La Fase 3 dell’emergenza Coronavirus è partita con le prime riaperture e le nuove raccomandazioni del Governo per affrontare la ripartenza limitando i rischi di contagio. E da oggi, 15 giugno, le famiglie potranno portare i propri figli nei centri estivi, che dovranno garantire adeguate misure di sicurezza, in linea con la Guida del Dipartimento per le politiche della famiglia.

Per l’iscrizione ai centri estivi il Governo ha stabilito, nel Decreto Rilancio, l’erogazione di un bonus fino a 1200 euro a sostegno delle famiglie con bambini fino a 12 anni, previsto anche per i servizi integrativi per l’infanzia, per i servizi socio-educativi territoriali, per i centri con funzione educativa e ricreativa e per i servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. Un bonus che rischia, però, di essere totalmente assorbito dall’aumento dei costi di tali servizi.

 

Centri estivi, costi in aumento
Centri estivi, costi in aumento

Centri estivi, Federconsumatori chiede l’intervento del Governo

Federconsumatori lancia l’allarme, segnalando in molti casi una maggiorazione di oltre il 30%.

“In questo modo non si determina alcuna diminuzione della spesa per famiglie già provate dalla grave crisi economica a seguito della pandemia e ogni beneficio a loro vantaggio viene annullato da una politica spregiudicata dei prezzi – afferma l’associazione. –

Comprendiamo che possa avvenire un ritocco minimo, determinato dai maggiori costi per assicurare le condizioni di sicurezza dall’infezione Covid-19, ma non sono giustificati aumenti che, stando alle prime segnalazioni, possono arrivare oltre il 30%

Dal monitoraggio effettuato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori emerge che, nel 2019, la spesa media per l’iscrizione di un ragazzo al centro estivo privato era di 672 euro al mese, una cifra che può arrivare oggi anche oltre 860 euro al mese.

“Si tratta di manovre speculative, tese a lucrare ed assorbire il bonus. Così la misura rivolta alle famiglie si trasforma in una misura di sostegno ai centri – dichiara Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori. – Facciamo appello al Governo perché intervenga per evitare che gli aiuti varati vengano così annullati, bensì vadano realmente alle famiglie”.

Federconsumatori sottolinea quanto il bonus per i centri ricreativi sia oggi una misura fondamentale, specialmente in questa fase delicata, per assicurare a tutti la possibilità di coniugare il lavoro con l’accudimento dei minori. “Se si vuole sostenere i centri lo si faccia con un provvedimento specifico e non si permetta che ciò avvenga in modo surrettizio”, conclude.

Anche il Codacons denuncia rincari post-lockdown

Parere analogo quello espresso dal Codacons, che sta ricevendo da parte delle famiglie diverse segnalazioni su tariffe sensibilmente più alte rispetto allo scorso anno.

“Anche i centri estivi sono stati coinvolti nel fenomeno dei rincari post-lockdown, al pari di parrucchieri, centri estetici, officine e servizi vari – spiega l’associazione – Chi vuole iscrivere il proprio figlio ad una struttura privata dovrà mettere in conto aumenti che raggiungono picchi del +400% per alcuni centri del nord Italia.

Oggi la tariffa settimanale per un centro estivo privato è tra i 150 e i 200 euro, con un incremento in media del +30% rispetto al 2019. Rincari che sarebbero giustificati e legittimi a fronte di un incremento dei servizi offerti, ma che si scontrano tuttavia con una generalizzata riduzione delle prestazioni e degli orari di apertura dei centri – come segnalato da alcuni consumatori – anche per effetto delle misure di sicurezza legate al Covid”.

“Il rischio concreto – conclude – è che il bonus da 1.200 euro varato dal Governo per sostenere le famiglie sul fronte dei centri estivi e ricreativi abbia dato il via alle speculazioni, portando ad un generalizzato rincaro dei listini”.

 

 

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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