Eurispes, l’Italia che soffre fra difficoltà nell’arrivare a fine mese e rinuncia alla salute (Foto di liza popova da Pixabay)
Eurispes, l’Italia che soffre fra difficoltà nell’arrivare a fine mese e rinuncia alla salute
Oltre la metà della popolazione fa fatica ad arrivare a fine mese e per molte famiglie bollette, affitto e mutuo sono un enorme problema. Quasi tre italiani su dieci rinunciano alla salute, a controlli medici e cure. Rapporto Eurispes 2024
È un’Italia che fa fatica, che si muove in “tempi straordinari” nei quali “l’incertezza e l’instabilità sono diventate una norma”, quella fotografata dal Rapporto Eurispes 2024. C’è un lieve miglioramento per alcuni indicatori della situazione economica delle famiglie ma non è certo sufficiente a far parlare di un recupero: troppi i nuclei familiari che non riescono ad arrivare a fine mese, che soffrono per bollette, rate del mutui e soldi che non ci sono, che ricorrono all’aiuto dei familiari e rinunciano a quello che non si possono permettere. A partire dalle spese mediche.
Famiglie in difficoltà nell’Italia che arranca
L’Eurispes evidenzia che c’è una parte della popolazione che si trova a dover affrontare situazioni difficili, come quella di non riuscire ad arrivare a fine mese senza grandi difficoltà (57,4%). Anche le bollette (33,1%), l’affitto (45,5%) e le rate del mutuo (32,1%) sono un problema per molte famiglie.
Oltre otto italiani su dieci riconoscono l’aumento dei prezzi dei beni di consumo e questo li costringe a far quadrare i conti in mille modi. Quasi un terzo (il 32,1%) chiede aiuto alla famiglia di origine, oltre quattro su dieci (42,7%) fanno ricorso all’acquisto a rate. Il 33,6% paga in nero alcuni servizi come ripetizioni, baby sitter e simili mentre quasi 3 italiani su 10 rinunciano a cure/interventi dentistici o controlli medici.
La maggior parte degli italiani (55,5%) ritiene che la situazione economica del Paese abbia subìto un peggioramento nel corso dell’ultimo anno, mentre rispetto al futuro i cittadini sono cauti: per il 33,2% la situazione economica italiana resterà stabile nei prossimi dodici mesi. I pessimisti, che attendono un peggioramento, sono il 31,6%, mentre il 10,8% prospetta un periodo di crescita economica. Il 40,9% dei cittadini afferma però che la situazione economica personale e familiare negli ultimi 12 mesi è rimasta stabile.
Il risparmio? Solo poco più di un italiano su quattro, il 28,3%, riesce a risparmiare mentre il 36,8% attinge ai risparmi per arrivare a fine mese.
Nelle difficoltà economiche alcuni sono ricorsi al sostegno di amici, colleghi e altri parenti (17,2%); il 16% ha richiesto un prestito in banca, mentre il 13,6% ha dovuto chiedere soldi in prestito a privati (non amici o parenti) con il pericolo di scivolare nelle maglie dell’usura. È diffusa la vendita online di beni e oggetti (27,5%). Il 37,6% degli italiani ha dovuto rinunciare alla baby sitter e il 24,3% alla badante. Il 15,3% ha dovuto vendere o ha perso beni come la casa o l’attività commerciale/imprenditoriale.
La rinuncia alla salute
Le spese mediche sono una delle voci sulle quali le difficoltà costringono a pagare il prezzo più alto.
“Poiché far fronte alle spese mediche mette in difficoltà nel 28,3% dei casi, le rinunce toccano anche la salute – spiega l’Eurispes – e si fa a meno di visite specialistiche per disturbi o patologie specifiche (23,1%), a terapie/interventi medici (17,3%), all’acquisto di medicinali (15,9%)”.
UNC: dati allarmanti e drammatici
Sono dati “allarmanti e drammatici”, commenta l’Unione Nazionale Consumatori.
Spiega il presidente dell’associazione Massimiliano Dona: «Il fatto che un terzo degli italiani sia in difficoltà con il pagamento delle bollette dimostra da un lato la gravità della situazione economica delle famiglie e dall’altro l’errore fatale commesso dal Governo di aver ripristinato gli oneri di sistema sull’energia e l’Iva sul gas nonostante i prezzi siano ancora ben lungi dall’essere tornati normali. Urge una riforma fiscale che miri a ridare capacità di spesa a quella metà degli italiani che arriva con difficoltà a fine mese, ad esempio riducendo tutti quei balzelli che colpiscono spese obbligate come le bollette di luce e gas, dalle accise agli oneri di sistema».

