Facciamola finita. I maestri abbraccino l’obiezione di coscienza e siano liberi di non insegnare agli alunni palesemente bulli e a quelli palesemente indifferenti. Gli avvocati sposino l’obiezione di coscienza e decidano finalmente di difendere solo quelli che non hanno commesso reati, che sfoggiano una fedina penale immacolata e vanno in chiesa tutti i giorni. I gommisti siano liberi di rifiutarsi di montare pneumatici nuovi su vecchi macinini portati da over 65 che guidano sempre troppo lentamente.

I vetrai abbiano riconosciuta la libertà di coscienza di non dover disegnare vetrate per le Chiese se sono felicemente agnostici e di non lavorare se devono fare pannelli in vetro per le sale riunioni delle grandi multinazionali, che sono brutte, grosse e cattive. I baristi siano esonerati dal vendere limonate e aranciate, perché si guadagna di più con i superalcolici. I ristoratori abbiano la libertà di coscienza, messa per iscritto nero su bianco, di non servire più pizze: al ristorante si deve ordinare sempre un menù completo, astenersi perditempo e consumatori che non hanno il portafogli pieno. Gli infermieri devono aver riconosciuto il diritto di fare iniezioni e somministrare medicine solo ai pazienti gentili, educati e profumati: tutti gli altri facciano da sé o si paghino un familiare.

I panettieri devono avere la libertà di coscienza di sfornare il pane solo nel tardo pomeriggio: basta levatacce notturne, non è fondamentale comprare pagnotte e panini alle sette e mezza del mattino. Gli educatori degli asili nido devono avere la libertà di dar da mangiare ai bebè ma non di cambiare i loro pannolini: quelli fateli cambiare alle mamme, per favore. I filosofi devono avere la libertà di coscienza di non dover scrivere trattati e argomentare le loro idee sul mondo perché la loro parola sia definita, appunto, filosofica: basta il pensiero, che di questi tempi è già tanto. Gli autisti di autobus abbraccino l’obiezione di coscienza e siano liberi di non guidare nell’assurdo traffico di Roma: e chi deve prendere i mezzi pubblici si arrenda a un taxi, se in questi giorni ha coraggio, o vada a piedi.

E i giornalisti… ah, i giornalisti devono, assolutamente devono poter esercitare il loro legittimo diritto all’obiezione di coscienza per non essere costretti a scrivere un articolo su un argomento che conoscono poco, su un politico che sta proprio antipatico, sulla sconfitta della squadra del cuore, sulle ultime dichiarazioni dell’ultimo esponente politico o del primo ministro o del vescovo rappresentante la posizione della Cei… Ci vorrebbe proprio una sana obiezione di coscienza per tutto, oggigiorno. Ehi, direttore: se obietto pure io, posso continuare a lavorare come giornalista?

 

@sabrybergamini

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