La scuola che vorrei

La scuola del futuro: sostenibilità, innovazione, socialità. Le richieste dei giovani

2102 studenti e studentesse hanno risposto al questionario di Legambiente “La scuola del futuro”: sostenibilità ambientale e innovazione, rigenerazione degli spazi esterni, mobilità autonoma e sostenibile, sport e socialità i punti cardine delle loro richieste

Una scuola in chiave ecologica, attenta all’ambiente e alla sostenibilità, con spazi più vivibili, dotati sempre più di raccoglitori per la differenziata, pannelli fotovoltaici ed impianti perfettamente funzionanti; ma anche con spazi aperti rigenerati e più attività dedicate allo sport, alla cultura, alla socialità. È quanto chiedono, in sintesi, 2102 studenti e studentesse fra gli 11 e i 19 anni che hanno risposto al questionario “La scuola del futuro“, redatto da Legambiente.

Senza dimenticare un’attenzione per la mobilità autonoma e sostenibile, a partire da un miglioramento del trasporto pubblico, dalla sicurezza nell’accesso agli istituti e da un maggior numero di piste ciclabili.

Il quadro complessivo che emerge mostra, dunque, una generazione in prima linea per l’ambiente, consapevole anche dell’importanza che gli spazi scolastici rivestono in termini di relazioni e socializzazioni, anche alla luce dei lockdown e dei lunghi periodi di DAD dovuti alla crisi pandemica.

La scuola del futuro, comfort climatico, spazi sociali e mobilità

Per quanto riguarda i desideri in tema di vivibilità del proprio spazio-classe, uno studente su due pone il problema del comfort climatico.

Ma anche la tecnologia, messa sempre al centro di un “nuovo” modello di scuola, non è vista come adeguata: lo dichiara più del 40% dei ragazzi, così come quasi il 39% denuncia arredi vetusti e poco funzionali che andrebbero cambiati.

A proposito di vivibilità, anche se una percentuale sotto al 20% chiede classi più colorate, spaziose, arieggiate e luminose, più del 10% degli studenti chiede classi meno rumorose. Un parametro, quello dell’inquinamento acustico, spesso del tutto sottovalutato.

Dalle risposte libere date dagli studenti emerge, invece, una forte richiesta di migliorare le relazioni interpersonali e in genere il clima relazionale e la capacità di inclusione della classe.

I ragazzi chiedono anche che nella scuola siano presenti altri spazi per socializzare, usufruire della cultura e stare all’aria aperta. Spazi che in questi mesi di pandemia sono stati al centro della riorganizzazione scolastica, ma che, come evidenzia il dossier Ecosistema Scuola, non sono presenti in modo uniforme nelle scuole delle diverse aree del Paese: mentre infatti al nord e al centro le scuole con giardini o aree verdi fruibili sono oltre l’80%, al sud sono il 36,2% e nelle isole solo il 17,7%.

Un ragazzo su due chiede, dunque, spazi verdi esterni alla scuola per socializzare, fare attività sportiva all’aperto (c’è chi chiede anche la presenza di una piscina e di uno spazio per accudire gli animali) e per svolgere le attività educative, ma anche, seppure in una percentuale minore, spazi per fruire e fare cultura (il 24,8% una biblioteca e il 18,7% un auditorium).

 

La scuola del futuro

 

Un bisogno di cultura e creatività che gli studenti reclamano anche negli spazi della didattica e in aule-laboratorio preposte ad alcune discipline, da vivere attraverso una didattica più attiva e sperimentale: il 46,5% degli studenti chiede laboratori artistici (in alcune risposte individuali anche legati alla musica), il 40,3% laboratori tecnici, il 37,5% laboratori scientifici, il 35,7% linguistici e il 34,9% informatici.

Ma gli spazi esterni – spiega Legambiente – sono per i ragazzi anche l’area cuscinetto fra la scuola e il quartiere/città e su questo hanno le idee ben chiare, chiedendo una mobilità autonoma a partire dall’infrastrutturazione di spazi esterni con rastrelliere per le biciclette, chieste da quasi il 50%, e parcheggi per motorini (44,8%).

Spazi esterni, attività extrascolastiche, servizi e sostenibilità

Nelle risposte aperte i ragazzi restituiscono una vera e propria idea di rigenerazione degli spazi esterni alla scuola, con panchine, orti, piste ciclabili, fontane, marciapiedi, aree parcheggio.

La sostenibilità della mobilità casa-scuola, ancora oggi al centro del dibattito politico per il ritorno a scuola in sicurezza, è definita dagli studenti in una sorta di graduatoria delle priorità: miglioramento del trasporto pubblico per il 53,8%, sicurezza nell’accesso a scuola per il 45,7%, più piste ciclabili per il 21,8%.

I ragazzi chiedono anche più sostenibilità, cambiamenti degli stili di vita e più attività extra scolastiche. Più del 45% chiede l’erogatore di acqua per abbattere l’uso della plastica e più del 29% i raccoglitori per la differenziata.

Sono richiesti, però, anche maggiori servizi collettivi, come distributori di cibi e bevande (44,2%), bar interno (41,7%), mensa (23,4%).

Inoltre, metà degli studenti che hanno risposto al questionario chiede che la scuola sia aperta di pomeriggio per attività sportive (tra le scuole con impianti una su due oggi risulta aperta in orario extrascolastico) e autogestione degli spazi per attività di studio; circa il 36% chiede attività di recupero degli apprendimenti con il supporto dei docenti, ma anche iniziative di volontariato (34,9%) e attività musicali (23,9%).

“I ragazzi – dichiara Claudia Cappelletti, Responsabile scuola di Legambiente – chiedono che la scuola venga innovata e diventi soggetto promotore di una cultura della sostenibilità e oggetto di azioni di sostenibilità non più rimandabili. I risultati che abbiamo raccolto indicano a nostro avviso la direzione verso la quale andare in termini di transizione ecologica, a partire anche dal mondo della scuola. Una direzione che deve coincidere con iniziative strutturali di benessere e sicurezza degli studenti, con un potenziamento della scuola come luogo di inclusione”.

Per questo Legambiente rilancia alcune richieste, a partire da un maggior efficientamento energetico degli edifici e uno sviluppo delle comunità energetiche nelle scuole. E poi, ancora, l’istituzione di strade scolastiche, piste ciclabili, pedibus per una mobilità autonoma e in sicurezza, l’apertura delle scuole nel pomeriggio, soprattutto nelle periferie sociali, per lo svolgimento di attività sportive, culturali e ricreative.

Per l’associazione ambientalista occorre, inoltre, trasformare le scuole in ambienti plastic free, avviare dei processi di rigenerazione per la messa a disposizione di spazi verdi attrezzati per la didattica, lo sport e la cultura, ridurre il numero degli alunni per classe.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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