Minori non accompagnati, il Rapporto di Save The Children

Minori non accompagnati, il Rapporto di Save The Children

Sono 948 i minori non accompagnati arrivati quest’anno in Italia, dopo un lungo e rischioso viaggio affrontato senza nessuna figura familiare adulta di riferimento. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, che ricorre domani 20 giugno, Save The Children lancia il Rapporto “Superando le barriere. Percorsi di accoglienza e inclusione dei giovani migranti”.

Un documento che fornisce informazioni sulla situazione che vivono attualmente i ragazzi, a tre anni dall’adozione della Legge 47/2017, e le difficoltà che stanno affrontando a causa dell’impatto dell’emergenza Covid-19, con particolare riguardo all’interruzione delle esperienze di inclusione. I neomaggiorenni, in particolare, hanno assistito all’improvvisa interruzione dei loro percorsi, – si legge nel comunicato stampa – la sospensione del lavoro o dei tirocini formativi, ritrovandosi privi di risorse economiche e con difficoltà di rinnovo o conversione dei permessi di soggiorno.

Minori non accompagnati, strutture di accoglienza

Per quanto riguarda i minori presenti nelle strutture di accoglienza dedicate, al 31 dicembre 2019 erano 6.054, di cui 5.737 bambini (94,8%) e 317 bambine (5,2%), quasi la metà rispetto ai 10.787 del 2018 e un terzo rispetto ai 18.303 del 2017.

Tra i minorenni presenti nelle strutture, l’87,6% ha tra i 16 e i 17 anni e i Paesi di provenienza sono prevalentemente Albania (27,7%), Egitto (8,8%), Pakistan (8,3%) e Bangladesh (8%). Quasi del tutto assenti i minorenni che arrivano dall’Africa sub-Sahariana, a testimoniare il blocco delle partenze dalla Libia.

“L’attenzione rivolta alle condizioni dei minori migranti giunti in Italia, non può farci distogliere lo sguardo da quello che succede poco distante, sull’altra sponda del Mediterraneo. Le condizioni di vita di questi ragazzi nei Paesi di origine e di transito non sono migliorate –  ha dichiarato Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia Europa di Save the Children. – Questi giovani, a volte bambini piccolissimi, sono rimasti intrappolati in Libia, dove continuano a subire violenze e torture e, come ci riportano le cronache, continuano a mettere a rischio la propria vita in mare”

Tra le regioni che ospitano il numero maggiore di minorenni, nel 2019 si confermano la Sicilia (19,2%), seguita da Lombardia (13,6%), Friuli Venezia Giulia (11%), Emilia Romagna (10%) e Toscana (7,6%).

Il Rapporto segnala anche un alto numero di “irreperibili”, i minorenni che si sono allontanati dalle strutture di accoglienza, che risultano essere 5.383 alla fine di dicembre 2019.

 

Minori non accompagnati, il Rapporto di Save The Children
Minori non accompagnati, il Rapporto di Save The Children

 

L’impatto del Covid-19

Il Rapporto evidenzia il forte impatto che la pandemia di Covid-19 ha avuto non solo in termini economici, ma anche sulla costruzione del legame sociale e relazionale, alla base del percorso di inclusione.

“Alcuni provvedimenti del governo sono intervenuti a fronteggiare le criticità relative alla scadenza dei permessi di soggiorno, – spiega Save The Children – ad ogni modo resta aperta la necessità di definire il possibile riavvio dei percorsi formativi e lavorativi e, allo stesso tempo, sostenere i ragazzi neomaggiorenni usciti dalle comunità nelle necessità più immediate”.

Dal 28 maggio all’11 giugno l’Organizzazione ha condotto una survey qualitativa con l’intenzione di raccogliere l’opinione di decine di ragazzi giunti in Italia da minorenni e supportati presso i centri CivicoZero (Roma, Milano, Torino e Catania).

Il 25% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di avere avuto problemi con i documenti durante il periodo di quarantena, per mancato ottenimento del parere ai fini della conversione, per impossibilità di parlare con la rispettiva ambasciata o perché non si è stati ascoltati per raccogliere i documenti ai fini della conversione (33,3% per ciascuno dei tre motivi) – si legge nel comunicato stampa. – Prima dello scoppio della pandemia di Covid-19, il 70% dei ragazzi intervistati stava lavorando, mentre il restante 30% stava svolgendo un tirocinio formativo. Nel 78,4% dei casi, i ragazzi hanno dovuto sospendere le attività lavorative e formative; di questi, il 63,2% ha dichiarato di non essere riuscito a ricevere un aiuto economico e il 21,6% ha dichiarato di aver riscontrato problemi per la firma di un nuovo contratto di lavoro o per rinnovare quello precedente.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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