Corte UE, il parere dell'Avv. generale sulle azioni delle AACC contro violazioni dei dati personali
Privacy, Federprivacy: nel 2020 sanzioni in Europa per oltre 307 milioni di euro
Secondo il “Rapporto statistico 2020, sanzioni privacy in Europa” realizzato dall’Osservatorio di Federprivacy, sono state 341 le sanzioni per violazioni della protezione dei dati personali lo scorso anno, nei 30 paesi dello SEE
Nel 2020 le sanzioni inflitte dalle autorità di controllo per la protezione dei dati personali europee ammontano a oltre 307 milioni di euro. È quanto emerso dal “Rapporto statistico 2020, sanzioni privacy in Europa” realizzato dall’Osservatorio di Federprivacy in base ai dati istituzionali dei 30 Paesi dello Spazio Economico Europeo (SEE). Federprivacy ha rilevato, in totale, 341 procedimenti sanzionatori.
Sanzioni Privacy, la classifica delle Autorità più attive
In cima alla classifica delle autorità più attive, emerge quella spagnola (AEPD) con 133 sanzioni comminate, ad un ritmo medio di quasi una multa ogni tre giorni, per un valore complessivo di 8 milioni di euro. Al secondo posto il Garante per la privacy italiano con 35 provvedimenti amministrativi, mentre 26 sono stati quelli dell’autorità rumena (ANSPDCP).
Considerando, invece, il valore economico delle sanzioni, sale al primo posto l’autorità francese (CNIL), che con soli 8 procedimenti ha erogato multe pari a quasi la metà del totale (44,9%) per un ammontare di 138,3 milioni di euro. A seguire l’Italia con 58,1 milioni di euro, il Regno Unito con 45 milioni, e la Germania con 37,3 milioni.
Le motivazioni dei procedimenti sanzionatori
Come osserva Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy:
“Nel 59% dei casi le sanzioni riguardano trattamenti illeciti di dati personali, come quelli effettuati in modo non trasparente per l’utente o senza il suo consenso. Molte imprese sostengono di avere un legittimo interesse e pensano superficialmente di essere in regola con il Gdpr, ma senza una valida base giuridica sbattono sempre più spesso sotto la scure delle autorità, specialmente quando queste ricevono molteplici reclami dagli interessati”.

“Il mercato digitale è certamente un’opportunità per le aziende –prosegue Bernardi – ma c’è necessità di sviluppare una maggiore sensibilità per i temi della privacy per operare in conformità alla normativa applicabile”.
Secondo l’analisi di Federprivacy, oltre alle violazioni dovute a trattamenti illeciti, una volta su cinque (20%) a causare le multe sono l’insufficienza delle misure di sicurezza, che spesso emergono a seguito di data breach, il mancato rispetto dei diritti dell’interessato (9%), e nel 3,8 dei casi è l’informativa sulla privacy la causa dell’infrazione.
Privacy, quali sono i settori più sanzionati?
In cima alla classifica, per numero di sanzioni, troviamo il settore delle telecomunicazioni, con 69 procedimenti, mentre in termini di valore economico quello di internet e dell’e-commerce, con 144,9 milioni di euro di sanzioni amministrative. Seguono le telecomunicazioni con 62,4 milioni, e il commercio e le attività produttive con 38,1 milioni.

