Tlc, Garante Privacy sanziona una società per attivazione illecita di sim e abbonamenti (Foto Pixabay)

Attivazioni illecite di sim, abbonamenti e carte telefoniche e uso dei dati personali di centinaia di utenti a loro insaputa: è questa la motivazione che ha portato il Garante Privacy a sanzionare una società che gestisce due negozi di telefonia.

La società Sigma, che gestisce due punti vendita nel Trentino, dovrà pagare una multa di 150mila euro per aver attivato illecitamente Sim, abbonamenti e addebiti per l’acquisto di cellulari e localizzatori GPS utilizzando i dati personali di centinaia di utenti del tutto ignari.

Le attività sanzionate dal Garante Privacy

La sanzione viene dal procedimento del Garante Privacy, avviato su segnalazione della Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle avevano ricevuto la denuncia di una utente che nel 2021 aveva ricevuto alcuni addebiti sulla propria carta di credito derivanti dall’attivazione di un nuovo contratto per servizi telefonici a nome del marito, che però era deceduto.

Numerose e gravi le violazioni riscontrate nel corso dell’istruttoria svolta dall’Autorità, spiega il Garante nell’odierna newsletter.

Dal complesso delle indagini, si legge nel procedimento, è emersa un’attività sistematica “univocamente finalizzata all’attivazione di schede SIM e ulteriori servizi telefonici, oltre che alla vendita e all’associazione di apparati telefonici mobili ad utenze attive, all’insaputa di clienti e utenti del settore della telefonia”.

Diversi telefoni sequestrati risultavano abbinati a utenze telefoniche, nonostante fossero disponibili alla vendita presso il negozio, e numerose schede SIM erano già attive e quindi collegate a schede anagrafiche di clienti della compagnia telefonica che il dealer trattava in franchising (il marchio Vodafone).

Le nuove attivazioni di Sim e nuovi servizi erano fatti all’insaputa dei clienti.

Il Garante Privacy ha accertato, in particolare, che “la società aveva attivato 1300 schede telefoniche utilizzando i dati e i documenti di identità estrapolati dai sistemi del gestore telefonico di cui vendeva i prodotti o indebitamente conservati dai negozi – si legge nella newsletter – Non solo: la società aveva attivato servizi non richiesti inducendo i clienti ad apporre firme, tramite un tablet, senza chiarire le conseguenze di tali consensi. Tra gli illeciti, anche la vendita di cellulari che non erano stati richiesti dai clienti né consegnati ai medesimi, che venivano a sapere dell’acquisto trovando gli addebiti rateali in fattura”.

La società aveva eluso i controlli del gestore telefonico Vodafone e le relative disposizioni in materia dei trattamento dei dati personali, agendo quindi come titolare autonomo.

Nello specifico, spiega il Garante, “la società aveva progettato le proprie attività con l’intento di utilizzare la base di dati personali a sua disposizione per attivare forniture di servizi di telefonia non richiesti ovvero ampliare indebitamente l’offerta contrattuale a suo tempo sottoscritta dai propri clienti. Il tutto per un giro di affari di oltre 80mila euro, realizzato coinvolgendo i propri dipendenti in attività volte ad eludere sistematicamente i princìpi di liceità, correttezza e trasparenza previsti dal Regolamento europeo”

Il Garante ha dunque applicato una sanzione di 150 mila euro e ha disposto il divieto di ulteriori trattamenti dei dati dei clienti.


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