Didattica a distanza

Da oggi quasi 7 milioni di studenti in dad

La didattica a distanza non è (ancora) per tutti. Perché parecchie famiglie non hanno la tecnologia che serve, non dispongono di pc e tablet, e se ci sono più figli devono condividere il computer perché in casa ce n’è uno solo. Soprattutto, non sono a portata di tutti i costi della didattica a distanza, che fra tecnologia, tablet, webcam, computer e connessione Internet risultano proibitivi per molte famiglie.

È il tema su cui si sofferma Federconsumatori che interviene sull’ipotesi della didattica mista avanzata qualche giorno fa nella discussione sulla riapertura delle scuole. Un’ipotesi fra le molte al vaglio del Ministero dell’Istruzione. L’obiettivo è garantire la didattica in sicurezza alla riapertura delle scuole a settembre.

Ma come garantire la sicurezza degli studenti e degli insegnanti e al tempo stesso arrivare a tutti gli studenti, specialmente se si continuerà ad adottare forme di didattica a distanza, sia pure parziale? Servono chiarezza sulle modalità di riapertura delle scuole e fondi opportuni per assicurare la sostenibilità per le famiglie, dice Federconsumatori, che pone il tema delle risorse necessarie per la tecnologia che serve alla didattica online.

Sono costi che variano da qualche centinaio di euro fino a 3500 euro, a seconda dei device che servono e del range di prezzo in cui ci si colloca.

 

Didattica a distanza
Didattica a distanza

 

Didattica a distanza, la tecnologia costa cara

«L’idea di integrare la didattica tradizionale con una a distanza, se da un lato senza dubbio permetterebbe di ridurre gli alunni per classe, dall’altra si scontra con le necessità delle famiglie, che, come già avvenuto in questa fase di emergenza, potrebbero in molti casi non disporre delle risorse necessarie per una baby sitter (ancor più a settembre, quando saranno molti di più i genitori rientrati al lavoro), né per dispositivi e connessione in grado di svolgere la didattica online», dice Federconsumatori.

Il contesto in cui ci si muove è quello fotografato dall’Istat. Un terzo delle famiglie (il 33,8%) non ha computer o tablet in casa, il 47,2% ne ha uno e il 18,6% ne ha due o più. Il Mezzogiorno è penalizzato e al Sud la percentuale di famiglie senza computer supera il 41%. Solo il 6,1% degli studenti dai 6 ai 17 anni vive in famiglie dove c’è almeno un pc per componente mentre oltre la metà dei giovani (57%) lo condivide con la famiglia.

Con la didattica a distanza bisogna dunque dotarsi di adeguata tecnologia. Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tra computer o tablet, webcam, microfono, antivirus, pacchetto di programmi base e connessione a internet una famiglia può spendere da 370 euro a quasi 3500 euro (considerando abbonamento antivirus, i programmi base e i costi di connessione su base annua). Sono cifre proibitive per molte famiglie, soprattutto per chi è più colpito dalle conseguenze economiche della pandemia da coronavirus.

 

didattica a distanza, i costi
I costi della didattica a distanza. Fonte: Federconsumatori 2020

 

Didattica a distanza e ripartenza della scuola

A livello regionale sono stati disposti bonus e sussidi per far fronte a tali costi, ricorda Federconsumatori, ma spesso risultano insufficienti a coprire tali importi, oltre alle difficoltà di accesso ed erogazione segnalate dalle famiglie.

L’associazione ribadisce che «è necessario e urgente garantire il diritto allo studio dei ragazzi, nel quadro di una visione complessiva volta a favorire il rientro in classe. Visione che sembra mancare all’attuale gestione che, tra continue smentite e passi indietro sta creando confusione e false aspettative, ma soprattutto, senza un reale piano per la gestione del problema, rischia di acuire le disparità e le disuguaglianze già esistenti».

Servono soluzioni, aggiunge Federconsumatori, sostenibili per le famiglie e per la scuola e rispettose della sicurezza degli alunni e della salute. «Per fare ciò è necessario un investimento straordinario ed ingente, che permetta l’assunzione del personale necessario e la rimodulazione delle classi in modo da condurre in sicurezza le lezioni. La ripartenza della didattica è un tassello fondamentale per la ripresa della vita del Paese e guardare al futuro: per questo è indispensabile adottare ogni sforzo che vada in questa direzione».


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