didattica online bambina al pc

Povertà educativa digitale, lo studio di Save the Children

La didattica online non è cosa facile. Non lo è stata di sicuro per gli studenti e le famiglie, alle prese con una modalità di istruzione che nell’emergenza ha permesso di salvare l’anno scolastico ma che ha posto nuove sfide a insegnanti, genitori e alunni. E quando gli studenti in questione sono i più piccoli, ha richiesto l’aiuto costante di un genitore. In quasi sei casi su dieci, la mamma.

Il passaggio alla didattica online durante il lockdown non è stato indolore e il risultato, secondo un’analisi di Altroconsumo, è che il 32% dei genitori non è soddisfatto della didattica a distanza. A quasi il 90% dei bambini mancano i propri compagni. Nel 59% dei casi, ad assistere i figli durante le videolezioni o nei compiti sono state le mamme.

L’analisi di Altroconsumo riguarda la reazione di bambini e genitori delle scuole elementari all’introduzione, «destabilizzante ma necessaria», della didattica online.

 

 

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Scuola a casa, didattica online in videolezione

Solo il 27% dei genitori si è dichiarato soddisfatto della didattica online. Metodo e tempi di insegnamento adottati sono stati diversi e spesso cambiavano anche fra classi della stessa scuola. Al primo posto nell’istruzione a distanza ci sono state le videolezioni.

«Lo strumento didattico più utilizzato nelle scuole elementari – spiega Altroconsumo – è stato quello delle videolezioni, il 72% le ha svolte con l’insegnante principale, in media 6 ore a settimana per gli alunni di prima, seconda e terza e 8 ore per quelli di quarta e quinta. Il 39% le ha svolte (anche) con altri insegnanti. Il secondo metodo più comune è stato la messa online di documenti da scaricare per svolgere compiti ed esercizi (59%)».

Il 46% ha usato piattaforme online apposite, il 45% video registrati dagli insegnanti.

Didattica online, la scuola a casa è con la mamma

Le famiglie alle prese con la didattica online hanno dovuto trovare il supporto tecnologico più adeguato, pc o tablet, e aiutare i bambini durante le lezioni e nei compiti. Il 15% delle famiglie ha dovuto acquistare i dispositivi per permettere ai bambini di seguire le lezioni e solo nel 7% dei casi la scuola ha prestato loro gli strumenti.

I bambini hanno studiato soprattutto come le mamme, che in quasi sei casi su dieci sono state le uniche a occuparsi della didattica online.

L’82% dei genitori afferma che il figlio ha avuto bisogno di aiuto con la didattica a distanza, specialmente nell’organizzazione della giornata (58%), per chiarire dubbi sugli esercizi da svolgere (52%) e per capire in maniera più approfondita degli argomenti da studiare (44%), ma anche per utilizzare i mezzi tecnologici stessi (30%).

La responsabilità di assistere i più piccoli nelle lezioni, conclude Altroconsumo, è ricaduta maggiormente sulle madri: nel 59% dei casi le uniche ad occuparsene.

Più degli altri, sono state le mamme che hanno dovuto organizzarsi e riorganizzare la vita lavorativa in base alle nuove esigenze della famiglia e della scuola. E i bambini? Naturalmente hanno sentito la mancanza dei compagni (84%). Oltre la metà ha riscontrato difficoltà con la didattica online e la scuola da casa.

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