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Diritti dei passeggeri aerei, la pronuncia della Corte Ue

Se un volo viene cancellato, o è in forte ritardo, il passeggero rimasto vittima del disservizio può esigere il pagamento della compensazione pecuniaria nella valuta nazionale del suo luogo di residenza. Non necessariamente in euro. Tutto questo perché «il diniego di tale pagamento sarebbe incompatibile con l’obbligo di interpretazione estensiva dei diritti dei passeggeri del traffico aereo, nonché con il principio della parità di trattamento dei passeggeri danneggiati».

La Corte di giustizia della Ue si è pronunciata oggi sui diritti dei passeggeri del traffico aereo, e sulla direttiva europea che li regolamenta. E ha chiarito di fatto che il passeggero il cui volo sia stato cancellato o abbia subito un forte ritardo può chiedere la compensazione pecuniaria anche nella valuta nazionale del suo stato membro non appartenente alla zona euro. In caso in questione, si trattava della valuta nazionale della Polonia.

 

 

aeroporto passeggero in attesa

 

Diritti dei passeggeri, il caso arrivato davanti alla Corte

Il caso scaturisce da una domanda di compensazione espressa in valuta nazionale polacca.

Una passeggera viaggiava da un paese terzo a una città della Polonia con la compagna di trasporto Travel Service, con sede in Varsavia. Il volo (siamo nel 2017) è stato ritardato di oltre tre ore. La signora ha ceduto il credito a una società di Varsavia che ha chiesto alla compagnia aerea di corrisponderle la somma di 1 698,64 zloty polacchi, ossia, in applicazione del tasso di cambio fissato dalla Banca nazionale di Polonia alla data di presentazione della domanda di compensazione pecuniaria, l’equivalente di 400 euro.

Il pagamento della compensazione pecuniaria poteva essere chiesto nella valuta nazionale polacca? Questa la domanda che è stata posta alla Corte di giustizia dal giudice polacco.

Compensazione può essere chiesta in valuta nazionale

Con la sua sentenza di oggi la Corte ricorda innanzitutto che l’obiettivo principale perseguito dal regolamento sui diritti dei passeggeri aerei consiste nel garantire un elevato livello di protezione per i passeggeri. Ne consegue che le disposizioni che conferiscono diritti ai passeggeri del traffico aereo devono essere interpretate estensivamente.

Secondo la Corte, dunque, «il fatto di subordinare il diritto alla compensazione pecuniaria per i danni rappresentati dai gravi disagi nel trasporto aereo dei passeggeri alla condizione che la compensazione sia pagata al passeggero danneggiato in euro, ad esclusione di qualsiasi altra valuta nazionale, equivarrebbe a restringere l’esercizio di tale diritto e contravverrebbe, pertanto, all’obbligo di interpretazione estensiva».

Il regolamento sui diritti dei passeggeri aerei, prosegue la Corte, non fa distinzioni fondate sulla cittadinanza o sul luogo di residenza. Ai passeggeri che ne hanno diritto spetta, a tutti, una compensazione pecuniaria, in modo uniforme e immediato. E dunque se si impone la condizione di un pagamento esclusivamente in euro, questo si può tradurre in una differenza di trattamento fra i passeggeri danneggiati senza giustificazione oggettive per questa disparità. La conversione e l’applicazione del tasso di cambio rimangono del diritto interno degli Stati.

Diritti dei passeggeri, la conclusione della Corte

La conseguenza di tutto questo, spiega la Corte Ue, è che «il passeggero il cui volo sia stato cancellato o abbia subito un ritardo prolungato, o il suo avente causa, può esigere il pagamento dell’importo della compensazione pecuniaria prevista dal regolamento sui diritti dei passeggeri del traffico aereo nella valuta nazionale avente corso legale nel suo luogo di residenza, cosicché detto regolamento osta a una normativa o a una prassi giurisprudenziale di uno Stato membro in forza della quale la domanda giudiziale proposta a questo fine da un tale passeggero o dal suo avente causa sarà respinta per il solo motivo che lo stesso l’ha espressa in detta valuta nazionale».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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