studenti istruzione digitale

Gli italiani e la povertà educativa minorile in era Covid

A settembre 2020 la Commissione europea presenterà «un nuovo piano d’azione per l’istruzione digitale». Uno strumento fondamentale nella ripresa post Covid perché terrà conto, promette Bruxelles, degli insegnamenti tratti dalla crisi e rispecchierà la visione a lungo termine dell’istruzione digitale europea.

Pandemia e istruzione digitale

L’esperienza è stata comune a tutti gli Stati. La pandemia. La chiusura delle scuole e delle università. Il ricorso al digitale, e alla didattica a distanza, per continuare le attività scolastiche e accademiche. Una sfida rapida, improvvisa, che ha messo alla prova il sistema educativo e l’intera società e ha rivelato appieno le potenzialità digitali.

L’istruzione digitale in emergenza ha però evidenziato anche le lacune e i ritardi, legati all’assenza di tecnologia o di adeguata connettività, al digital divide di chi non è stato raggiunto dalla didattica a distanza.

La Commissione europea ha dunque avviato una consultazione pubblica a livello Ue «per fare in modo – si legge in una nota – che il nuovo piano d’azione per l’istruzione digitale di prossima pubblicazione rispecchi l’esperienza in materia di istruzione e formazione acquisita nell’UE durante la crisi del coronavirus».

 

Didattica a distanza
Didattica a distanza, troppi studenti esclusi

 

Consultazione pubblica fino al 4 settembre

Con la pandemia, ricorda la Commissione, si è assistito alla chiusura generalizzata di scuole e università e a un passaggio all’apprendimento a distanza e online, con un uso delle tecnologie digitali su vasta scala e senza precedenti. La consultazione vuole dunque partire dalle esperienze fatte raccogliendo il punto di vista di cittadini, istituzioni e organizzazioni pubbliche e private che vogliano esprimersi sulla crisi, su quello che è stato fatto e sulla loro visione dell’istruzione digitale in Europa.

La consultazione sarà disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’UE e si concluderà il 4 settembre. Il processo sarà integrato da una serie di eventi online di sensibilizzazione durante l’estate, per raccogliere pareri sull’istruzione digitale e sull’esperienza legata alla crisi della Covid-19.

 

 

studentesa al computer

 

La sfida dell’istruzione digitale

Un’altra sfida lanciata dal coronavirus, che ha terremotato fra le altre cose anche il mondo dell’istruzione.

«Genitori, insegnanti e studenti hanno dovuto tutti passare rapidamente al sistema di e-learning senza alcun preavviso – ha detto Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale – Questa consultazione pubblica aperta offrirà a tutti la possibilità di raccontarci quali sfide hanno dovuto affrontare e di descrivere gli insegnamenti che ne hanno tratto e le soluzioni che hanno trovato. Si è trattato di una curva di apprendimento assai ripida e in tempo reale, con risultati che siamo interessati a conoscere meglio. Il piano d’azione per l’istruzione digitale si baserà su questi insegnamenti per proporre una visione europea coerente e ben concepita e un insieme di azioni efficaci per l’istruzione digitale».

La prosecuzione dell’anno scolastico è accademico è stata possibile solo con l’istruzione digitale, e la pandemia ha causato la «maggiore perturbazione delle attività di istruzione e formazione nella storia recente dell’Europa, che ha interessato a livello globale 100 milioni di studenti, insegnanti e membri del personale didattico», ha ricordato Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani.

«Molti hanno usato per la prima volta in modo completo le tecnologie digitali per l’insegnamento e l’apprendimento – spiega Gabriel – Con questa consultazione pubblica vogliamo capire le loro esperienze e trarne insegnamenti. Questa discussione ci riguarda tutti: occorre dunque lavorare insieme e fare in modo che il nuovo piano d’azione per l’istruzione digitale getti le basi per un’istruzione digitale veramente inclusiva e di alta qualità in Europa».


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