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Riapertura delle scuole, Cittadinanzattiva: serve piano urgente per tornare in presenza
Serve un piano urgente per ritornare in presenza, dice Cittadinanzattiva in vista della riapertura delle scuole
La riapertura delle scuole è a settembre e settembre è dietro l’angolo. Dopo due anni di emergenza, chiusure, didattica a distanza, progetti di intervento e rinnovamento che si sono arenati. E in vista del prossimo anno scolastico, con le notizie allarmanti che arrivano su preparazione degli studenti e disuguaglianze che la dad ha acuito. Dopo tutto questo, la riapertura delle scuole richiede ancora dei punti fermi.
Per Cittadinanzattiva «occorre un piano urgente per ritornare in presenza».
Perché il rischio già balenato per studenti, insegnanti e famiglie è che ci sia ancora una situazione di allarme che richiede la dad. Cittadinanzattiva chiede di dare informazioni chiare sui vaccini e di trovare i fondi che servono per recuperare quelle aule, dalle 20 alle 25 mila, necessarie per il distanziamento.
Riapertura delle scuole: garantire la presenza
«Chiediamo che il Governo predisponga in maniera urgente un piano di azioni da mettere in atto in otto settimane perché riteniamo che a settembre vada garantita, senza ulteriori deroghe, la scuola in presenza per i quasi 10 mln di studentesse e studenti», ha detto Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva.
Un primo passo, dice l’associazione, è l’approvazione nel DL Sostegni Bis del «Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19 per l’anno scolastico 2021/2022», con lo stanziamento di 350 milioni di euro nel 2021, da destinare a spese per l’acquisto di beni e servizi.
«Occorre però andare oltre – prosegue Cittadinanzattiva – Il Piano che chiediamo dovrebbe affrontare e proporre delle misure su varie questioni: le vaccinazioni di studenti e personale scolastico, le regole anti covid e il personale “anti covid”, gli orari scolastici, il recupero/la creazione di nuovi spazi all’interno e all’esterno degli edifici scolastici, il potenziamento della rete internet e l’acquisto di dispositivi adeguati ad un uso scolastico, i trasporti urbani. Dopo quanto è stato “sopportato” dai bambini e dai ragazzi in questi 16 mesi e dopo che gran parte dei settori della vita economica e sociale del nostro Paese sono tornati alla quasi normalità, non è pensabile ipotizzare provvedimenti che penalizzino il ritorno in presenza a scuola senza andare incontro a manifestazioni di malessere e di ribellione diffusi da parte dei più giovani e delle loro famiglie».

Le richieste per la riapertura delle scuole
L’associazione richiama l’esito dell’indagine “Ora parliamo noi” con cui ha dato voce a ragazzi e ragazze dai 14 ai 19 anni: oltre la metà degli adolescenti ha sperimentato disagi psico-fisici durante la pandemia. Sono sfiduciati ma anche ricchi di proposte e richieste, anche pressanti, alle istituzioni politiche e alla scuola.
In continuità con le loro richieste, Cittadinanzattiva chiede dunque una campagna di comunicazione rivolta ai giovani e ai loro genitori che fughi dubbi e fornisca informazioni chiare sui vaccini disponibili, sulle loro caratteristiche, vantaggi e controindicazioni.
Chiede azioni mirate da parte dei Presidenti e degli Assessori regionali alla Salute, con il coordinamento del Commissario Figliuolo e del Ministero, per raggiungere i 216.000 fra docenti e operatori scolastici che ancora non hanno ricevuto neanche la prima dose, in particolare nelle regioni con percentuali al di sopra del 25% di personale scolastico non vaccinato (Sicilia, Sardegna, Calabria, Liguria ed Umbria), al fine di evitare le inique differenze di giornate in presenza garantite lo scorso anno fra i diversi territori.
L’associazione chiede di garantire, in concomitanza dell’avvio dell’anno scolastico e ad intervalli periodici nel periodo autunnale, il tracciamento dei contagi tra gli studenti ed il personale scolastico.
Richiede mascherine in orario scolastico (se questo garantisce la presenza) di qualità migliore rispetto al passato, l’acquisto di apparecchi per la sanificazione e il ricambio d’aria, da parte delle scuole, con caratteristiche tecniche adeguate e indicate dall’ISS atte a garantite un buon ricambio di aria senza dover tenere costantemente aperte le finestre. Di favorire le esperienze cosiddette “blended” in cui la didattica a distanza, nelle sue forme più innovative, è parte integrante di quella in presenza.
Cittadinanzattiva chiede ancora il recupero degli spazi necessari a garantire il distanziamento nelle scuole, soprattutto nelle secondarie di secondo grado: si parla di circa 20-25mila spazi o aule che sarebbe necessario ricavare con fondi specifici. E il raccordo fra gli orari delle scuole e quelli del trasporto pubblico locale, fermo restando la necessità sia di aumentare i mezzi a disposizione almeno nelle fasce di maggior afflusso, sia di coinvolgere, rappresentanti di associazioni studentesche e del terzo settore che si occupano del tema.

